Immigrazione

 

09.10.2009

Romeni, Melis (PD): <<Razzismo in crescita: un pericolo>>

 

 

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“Nel giro di pochi giorni alcuni episodi rimasti fuori dalle cronache giornalistiche segnalano la discriminazione, serpeggiante ma crescente, che sembra colpire la comunità romena in tutti i settori ed in tutte le attività, anche le più diverse tra loro”, denuncia il deputato PD, Guido Melis, presidente dell’Associazione Parlamentare “Amici della Romania”.

“A Roma, nella prestigiosa Biblioteca Nazionale, – prosegue Melis – un <<curioso equivoco>> ha impedito qualche giorno fa ad una cittadina romena da dieci anni residente in Italia di accedere al prestito dei libri.
Nel negarle questo diritto l’addetto le ha addirittura chiesto di esibire il contratto di lavoro (!). Solo dopo le proteste qualificate provenienti da diverse parti la Biblioteca è tornata sui suoi passi, ammettendo di avere fatto un errore.”
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Più grave, la circolare della Fastweb di Bologna a tutti i rivenditori autorizzati dell’Emilia Romagna. Nel documento datato 19 settembre 2009, l’azienda blocca tutte le vendite di abbonamenti FastWeb Mobile ai cittadini romeni. Richiesta di spiegare questa discriminazione di un’interra nazionalità, la responsabile ha parlato di frequenti frodi e di un’organizzazione romena in esse implicata. Ma si può colpire nel mucchio tutta una comunità di persone oneste, solo per qualche caso isolato di delinquenza? Come se, per la presenza della camorra, si criminalizzassero tutti i napoletani.

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Sono due episodi forse piccoli, ma rivelatori di un clima sempre più preoccupante. Nei bagni del Tribunale Penale di Roma, l’edificio dove si dovrebbe amministrare la giustizia, qualcuno ha scritto anonimamente la frase “Brucia il romeno!”.
Si sa, la madre dei cretini è sempre incinta, ma quello che lascia sorpresi è che nessuna autorità, pure avvertita, cancelli quella orribile scritta.
Se poi non bastasse, la sera del 25 settembre, a Montecompatri, nel Lazio, è stato dato alle fiamme un pullman di una compagna romena. L’autista, che dormiva sul mezzo, ha rischiato di morire, subendo ustioni su gran parte del corpo. “

“Ecco alcuni risultati” – conclude indignato il deputato PD – “della lunga campagna mediatica (e soprattutto politica) portata avanti metodicamente contro la comunità romena in Italia. E parliamo solo di pochi giorni. Invito tutte le forze politiche e tutti gli operatori dell’informazione ad avere un atteggiamento più responsabile.”

 

05.10.2009

Arezzo: Giovani RoMeni ora RoPiù consapevoli

Romeni_281859011Il terzo incontro al Caffè dei Costanti di Arezzo, previsto dal progetto Da RoMeno a RoPiù Consapevole Cittadino Europeo, ha visto la presenza di due giornaliste corrispondenti in Italia di accreditate testate romene, Miruna Cajvaneanu e Alina  Harja, che hanno  acceso il dibattito su “Italia vista dai nuovi italiani: i lavoratori Romeni. Problemi, opportunità”.

Dopo l’exploit del caricaturista Popas, dopo lo scrittore Butcovan, e la ginnasta Stefanescu, il tema della serata è andato sul nucleo del problema/opportunità che la migrazione romena in Italia offre. Oltre la presenza del’assessore all’integrazione Aurora Rossi,  si è avuto l’intervento del deputato Guido Melis, Deputato PD, Commissione Giustizia, e promotore gruppo interparlamentare di amicizia Italia Romania.  Ma anche i Romeni si sono attrezzati  a  scendere in campo politicamente in Italia, e già 2 partiti di matrice romena sono nati. Vi sono stati  gli interventi di Stefan Stanasel, imprenditore a Prato, Vice presidente commissione Territoriale della Prefettura per la Toscana e Presidente Partidul Democrat Liberal e di Mihai Muntean Segretario Nazionale Partito dei Romeni in Italia. Non poteva mancare Andreani della Lega Nord, Buti della Caritas che ha stilato l’unico rapporto sulla migrazione romena in Italia, e Leonora Ferrotti esponente del PDL aretino.

Si è potuto condividere le esperienze di Stanasel, imprenditore con 37 dipendenti ed alcuni milioni di euro fatturati in Italia, che dormiva inizialmente sotto un ponte con in tasca una laurea in marketing. Delle due giornaliste che da un impegno professionale hanno voluto fare della loro permanenza in Italia una scelta di vita in favore dell’approfondimento delle notizie e dei fenomeni della migrazione al fine di portare alla luce quello che talvolta i media nazionali tralasciano di dire. E’ stato curioso sentire la giornalista Harja, ora abitante a Trastevere, sostituire il Romeno col più perfetto Romanesco con abbondanza, come prevede quel dialetto, di doppie consonanti anche dove non sono presenti. Doppiamente curioso perché le doppie consonanti in romeno non esistono, ed è una delle difficoltà del loro scrivere in italiano.

Il deputato Melis la cui attività parlamentare ha sempre un taglio particolare – noto l’intervento a Piacenza col Manuale di Sopravvivenza del PD -, ha sottolineato la necessità di chiarire nel parlato comune di definizioni come “integrazione su valori comuni”, e di creare un gruppo all’interno del parlamento che abbia attenzione ad accrescere l’amicizia tra Italiani e Romeni.

Muntean ha congratulato l’iniziativa di Arezzo come occasione di dibattito necessario e con i toni giusti validi per lasciare sul territorio una traccia. Andreani della Lega, sollecitato dal moderatore Gianni Brunacci, ha rimarcato come la Lega riconosca la validità per entrambi le comunità di una migrazione, ma che la stessa abbia modalità ed operatività che purtroppo le attuali norme ed iniziative non soddisfano.

Tutti gli Italiani e Romeni presenti  si sono trovati d’accordo che la precisa e puntuale applicazione delle leggi che riguardano reati penali sia alla base della tutela anche della stragrande maggioranza dei Romeni che vivono correttamente in Italia.

Gabriela Tomuta, vice presidente dell’Ass. Italo Romena Aircis onlus di Arezzo, promoter del progetto, ha donato agli ospiti un pezzo di Romania: bottiglie di vino romeno Halewood e Murfatlar.

InformArezzo

 

23.07.2009

Carceri, Melis (PD), Germani (PIR): “SORPRESA: I DETENUTI ROMENI SOGNANO LE CARCERI ROMENE”

 

Questa mattina l’On.Guido Melis, deputato del PD,componente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, e l’Avv.Giancarlo Germani, Presidente del partito Identità Romena, hanno visitato il carcere romano di Rebibbia – Nuovo Complesso per verificare le condizioni di detenzione dei cittadini romeni ivi ristretti.

“Nel corso della visita” – da quanto dichiarato da Melis e Germani – “è emerso il diffuso desiderio dei detenuti romeni di espiare la pena nelle carceri romene, perché in Italia le condizioni di detenzione per loro risultano aggravate dalla materiale impossibilità  di  vedere e sentire i propri familiari per mesi se non per anni.”

“Si è però riscontrata” – continuano i due – “l’estrema difficoltà e la lentezza delle pratiche di richiesta di esecuzione della pena in Patria, fine per cui molti di loro stanno rinunciando a proporre le impugnazioni previste dalla legge a tutela dell’imputato, pur di far diventare definitiva la pena e poter così avviare la procedura per il trasferimento in Romania.”

“Inoltre diversi detenuti hanno lamentato la mancanza di medicinali e la difficoltà di accedere tempestivamente a cure mediche.

Si è registrato il caso del detenuto romeno C.F., malato di tumore, al quale sinora non sono state prestate le necessarie cure del caso. L’On. Melis si è impegnato a presentare una interrogazione specifica  al Ministro della Giustizia.”

“Non è vero” -  concludono Melis e Germani – “che i detenuti romeni si sentono come a casa loro o in albergo nelle carceri italiane. Anzi, è esattamente il contrario, visto che tanti di loro stanno chiedendo di poter scontare la pena in Romania. Il moltiplicarsi di queste richieste rende urgente un coordinamento italo – romeno per evitare lungaggini o rimpalli burocratici.”

“E’ ora che i media italiani smettano di alimentare errati luoghi comuni ed inizino a fare informazione serie su temi così delicati.”

 

 28.03.2009

VIOLENZA SESSUALE: MELIS,INDIGNATO PER LAVORO SALTATO A RACZ

(ANSA) – ROMA, 28 MAR – ‘Rimango indignato per il fatto che Karol Racz, il romeno accusato ingiustamente dello stupro della Caffarellla, non potra’ avere il lavoro che gli e’ stato offerto dallo chef Filippo La Mantia per la reazione di alcuni dipendenti e collaboratori’. Lo ha detto il deputato del Pd Guido Melis, promotore dell’associazione parlamentare ‘Amici della Romania’. ‘Prima si sbatte il mostro in prima pagina – ha spiegato Melis in una nota – poi si impedisce un minimo di recupero sociale a chi e’ stato ingiustamente accusato. L’Italia e’ oggi piena di difensori veri e presunti delle cosiddette tradizioni cattoliche e solidali che poi alla prima occasione giranno le spalle a chi chiede solo di inserirsi’.
Melis, infine, si e’ chiesto: ‘Ma i tanti garantisti della maggioranza, sempre pronti a mobilitarsi quando si parla di politici e di imputati eccellenti, non hanno nulla da dire di fronte a questa ingiustizia?’.(ANSA).

COM-DE 28-MAR-09 17:27 NNNN 

11.02.2009

 

Romeni, MELIS (PD): Dichiarazioni Lega – una vergogna per qualsiasi Paese civile

 

 “Ho sentito con sconcerto oggi in aula le dichiarazioni dei miei colleghi della Lega Nord Padana, l’On.Massimo Bitonci e l’On. Alessandro Montagnoli, che hanno espresso il loro sdegno nei confronti della posizione espressa dalle autorità romene”, ha dichiarato il deputato PD, Guido Melis, cofondatore del Gruppo Parlamentare “Amici della Romania”.

“E’ la cosa più normale al mondo che un Paese difenda i suoi cittadini anche all’estero quando questi sono bersaglio di attacchi che ci ricordano un’epoca superata e che non deve tornare più. Devo purtroppo ricordare ai colleghi della Lega”, continua Melis, “un fatto scontato per qualsiasi Paese civile ed è quello che le responsabilità di un reato sono del tutto personali e non attribuibili ad un gruppo né tantomeno ad un etnia”.

“La Lega Nord”, conclude Melis, “fa di tutto per metterci in imbarazzo non solo con la Comunità Europea ma con il Mondo interro, divulgando delle vere e proprie istigazioni all’odio verso lo straniero e proponendo delle misure del tutto vergognose come quello delle classi ponte, delle tasse sui permessi di soggiorno e delle denuncie degli stranieri irregolari che si recano al pronto soccorso”.

 

21.01.2009

Continua la battaglia per la chiesa di Monterotondo -  Guido Melis presenta un’interrogazione a risposta scritta

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02075

presentata da

GUIDO MELIS
mercoledì 21 gennaio 2009, seduta n.118
MELIS. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro dell’interno.

- Per sapere – premesso che:

nel comune di Monterotondo (Roma) e nelle aree circostanti esiste una vasta comunità rumena facente capo dal punto di vista religioso alla Chiesa Greco-Ortodossa di Monterotondo, la quale esercita il suo ministero, esteso anche ai comuni limitrofi, con considerevole numero di fedeli (stimati intorno alle 6.000 unità) e svolge altresì un importante ruolo quale centro di coesione della comunità dal punto di vista spirituale, sociale e ricreativo;

tale comunità religiosa è dal giugno 2008 priva di una propria sede ove riunire i fedeli, celebrare messa e svolgere in genere le normali funzioni religiose, in quanto sfrattata dai locali a suo tempo occupati, oggi inibiti al culto per obiettive ragioni strutturali; attualmente, pertanto, tali funzioni religiose sono esercitate forzatamente a cielo aperto, con gli immaginabili gravi disagi per sacerdoti e fedeli e con grave detrimento della dignità stessa dell’intera comunità;

a fronte di questo stato di emergenza, nel comune di Monterotondo esiste un ragguardevole complesso di beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (locali ex proprietà Ciarlante Matilde), beni in una sezione dei quali avrebbe potuto trovare idonea collocazione stabile la Chiesa Greco-Ortodossa, ma che – pur individuati da tempo dalle autorità cittadine (specificatamente dal comune) per essere destinati anche a tale scopo, e come tali sottoposti all’attenzione del Tavolo istituzionale permanente per la destinazione e l’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità presso la prefettura di Roma – non sono attualmente disponibili per l’insistere su di essi di un impedimento giuridico relativo alla loro assegnazione;

tale impedimento giuridico consiste, più specificamente, nel fatto che tali immobili, già confiscati con provvedimento del tribunale di Roma reso definitivo con sentenza n. 3542 della Corte di cassazione in data 8 ottobre 2002, risultano però sottoposti a sequestro anche nell’ambito di altro procedimento penale – cosiddetto CAHORS-620/01, pendente presso la Sezione dislocata di Taranto della Corte d’appello di Lecce, per cui, ai sensi dell’articolo 2-ter della legge n. 575 del 1965, si è ritenuto non potersi procedere alla immediata assegnazione;

il comune di Monterotondo, in data 15 settembre 2005, a firma del sindaco Antonino Lupi, ha sottoposto all’Agenzia del demanio filiale di Roma una propria motivata memoria, avversa alla interruzione della procedura di assegnazione, e che in generale su tale contenzioso e in definitiva sulla disponibilità dei beni si attende il giudizio della Corte d’appello di Lecce, giudizio che purtroppo ritarda;

negli ultimi giorni di dicembre il comune di Monterotondo ha provvisoriamente assegnato fino al mese di giugno alla Chiesa Greco-Ortodossa un locale, peraltro assolutamente insufficiente ed inadatto, ove celebrare messa la domenica, locale comunque inidoneo a soddisfare le esigenze della comunità religiosa;

è interesse pubblico manifesto, come del resto più volte espresso dalle autorità di Monterotondo ed anche ribadito autorevolmente dal prefetto di Roma, conferire alla Chiesa Greco-Ortodossa una dignitosa sede per l’esercizio del culto, allo scopo – per quel che riguarda l’interesse delle istituzioni italiane – di favorire l’aggregazione sociale della comunità romena sull’intero territorio ed di agevolarne l’integrazione nella società civile -:

se i Ministri interrogati siano al corrente dei fatti suesposti e, in caso affermativo, quali iniziative intendano assumere con riferimento ai fatti ricordati in premessa;

se non intendano assumere determinazioni, per tramite degli organi della prefettura di Roma o in altri modi, onde consentire alla Chiesa Greco-Ortodossa di Monterotondo e ai cittadini prevalentemente comunitari che ad essa si riferiscono, il diritto all’esercizio delle pratiche religiose;

se, più specificamente, in attesa che siano espletate con la dovuta celerità le attività giudiziarie connesse all’assegnazione dei beni sequestrati, non intenda il Governo impegnarsi, in accordo con il comune di Monterotondo, nell’individuare e rendere rapidamente operative in via provvisoria o definitiva adeguate soluzioni alternative del problema oppure destinare gli stessi locali a suo tempo individuati in comodato d’uso od in altre forme di possesso provvisorio. (4-02075)

08.01.2009

48 deputati aderiscono all’Associazione parlamentare “Amici della Romania”

L’Associazione parlamentare “Amici della Romania”, fondata alla Camera nel luglio scorso per iniziativa di Guido Melis (Pd) ed Alessio Bonciani (Pdl), a seguito del convegno promosso nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati dall’omonima Associazione culturale, presieduta dalla Dott.ssa Alina Harja, ha raggiunto in pochi mesi il lusinghiero risultato di 48 adesioni, raccogliendo l’interesse e il consenso di deputati appartenenti a tutti i gruppi e settori dell’assemblea. L’Associazione ha in progetto diverse iniziative a carattere culturale e politico volte a migliorare i rapporti tra le istituzioni dei due Paesi, favorendo in particolare la conoscenza della cultura romena sotto i suoi diversi aspetti nell’ambito del Parlamento italiano, e specialmente a realizzare una sempre più stretta integrazione tra la comunità romena e la società italiana.

 

05.08.2008

Presto una chiesa per i romeni ortodossi di Monterotondo

ROMA - Il prefetto di Roma, Carlo Mosca ha ricevuto alcuni rappresentanti della comunità romena, accompagnati da Guido Melis, parlamentare del Pd e fra i fondatori del gruppo interparlamentare “Amici della Romania”. All’incontro, dedicato ai problemi della chiesa ortodossa di Monterotondo, hanno partecipato Diana Alina Harja, presidente dell’Associazione “Amici della Romania”; padre Petre Bogdan, parroco della chiesa ortodossa di Monterotondo; i diacono Tudor Cristian Chelaru; Mihai Muntean, vice-segretario del partito Identità Romena e Cristiano Acquaroli, segretario dell’associazione “Amici della Romania.

Il 15 giugno scorso, la chiesa in uso dalla comunità romena di Monterotondo è stata chiusa per problemi strutturali. Da allora la messa domenicale viene celebrata in piazza, all’aperto. per i rappresentanti della comunità romena “è una vergogna che una comunità di 10.000 persone non abbia nemmeno un posto per pregare”. Il prefetto Mosca, già a conoscenza della situazione, ha espresso la sua solidarietà alla comunità e si è impegnato a trovare al più presto una soluzione.

http://temi.repubblica.it/metropoli-online/presto-una-chiesa-per-i-romeni-ortodossi-di-monterotondo/

 

16.07.2008

Sicurezza: Melis (Pd), misure governo aberranti

«I gravissimi fatti di criminalità che hanno visto per protagonisti cittadini romeni, spesso in stato di permanenza illegale, hanno dato vita a una campagna dei media non sempre controllata e razionale. La giusta condanna e la richiesta altrettanto legittima della punizione dei colpevoli si è spesso accompagnata a generalizzazioni ingiuste, che hanno investito l?intera comunità romena nel suo insieme: il che, piuttosto che risanare il male, ha minacciato e minaccia di aggravarlo». Lo ha detto Guido Melis, deputato del Partito democratico, intervenendo a un dibattito sul decreto sicurezza svoltosi ieri a Roma, e denunciando l?inasprimento di quella che ha definito «la questione romena» in Italia. Secondo Melis il Pd, «intransigente sul tema della sicurezza dei cittadini, non può però sottoscrivere norme come quelle contenute nel recente decreto sicurezza, che violano le disposizioni europee a tutela dei cittadini provenienti da paesi dell?Unione e introducono nel nostro ordinamento principi aberranti, quale quello per cui l?aggravante, invece di riguardare le modalità dell?esecuzione del reato, si applica in base all?eventuale irregolarità del titolo di soggiorno». Melis ha concluso schierandosi contro la rilevazione delle impronte digitali dei bambini rom, che ha definito «una misura inutile, umiliante e discriminante. E ha criticato con forza l?impiego dell?esercito in compiti di polizia, denunciando come, parallelamente, il governo riduca risorse e uomini impegnati in attività di ordine pubblico rendendo più insicuri città e territori».