Falla semplice, Ugo

03.05.2010

Regionamenti/Sardegna     Già quando era a capo di Publitalia, parlando ai suoi venditori, Berlusconi sosteneva che la gente è di una credulità totale, quella gente che vuole sentirsi avvolta, protetta in un mondo pieno di colori non disturbato da faccende complesse, noiose. In occasione dell’avvio della campagna elettorale in Sardegna per il rinnovo dei consigli provinciali, perché non farla quindi semplice e proporre ai sardi creduloni la nomina del governatore regionale a commissario straordinario per l’esecuzione dei lavori nella Sassari-Olbia?

In questi tempi di bizzarrie di ogni genere e tipo, se immaginassimo Silvio Berlusconi inviare un kiss a Ugo Cappellacci potremmo pensare che, a dirla con il cardinal Bertone, davvero non c’è più religione e che anche il più macho dei presidenti del Consiglio che l’Italia repubblicana abbia mai avuto (negli ultimi 150 anni), cominci a manifestare qualche preoccupante defaillance.
Invece no, tranquilli. La celebrata, mitica, virile e sempre giovane eterosessualità del premier è fatta salva come pure quella del governatore della Sardegna.

Si tratta solo di un ipotetico incitamento che immaginiamo Berlusconi abbia potuto rivolgere a Cappellacci per aiutarlo ad uscire dalle secche paludose (gli ossimori, come pure le iperboli, le bugie e le smentite fanno strutturalmente parte del “senso di Silvio per la verità e la coerenza”) in cui lo stesso Cavaliere ha posto il suo prescelto, quello su cui aveva a suo tempo scommesso la faccia.
Parliamo dunque non di bacio ma di un acronimo, KISS (Keep It Simple, Stupid), che letteralmente è traducibile in “falla semplice, stupido”, acronimo che richiama in qualche modo il principio filosofico del rasoio di Occam che, semplificando, sostiene che non vi è motivo alcuno per complicare ciò che è semplice e che va ricercata la semplicità in quanto tra le varie spiegazioni possibili di un evento è la più semplice quella che ha maggiori possibilità di apparire più credibile. In effetti complicare è facile, difficile è semplificare. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: ragionamenti, osservazioni, forme, azioni, personaggi, ambienti. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare e fra questi pochi eccelle il presidente del Consiglio che utilizza un linguaggio semplice, fatto di pochi concetti ma ripetuti. E’un linguaggio che deve poter essere compreso da tutti, anche dalle persone più elementari e con poca istruzione.

Già quando era a capo di Publitalia, parlando ai suoi venditori, Berlusconi sosteneva che la gente è di una credulità totale, quella gente che vuole sentirsi avvolta, protetta in un mondo pieno di colori non disturbato da faccende complesse, noiose. Quella gente che vuole essere ottimista, che affida all’abile venditore di sicurezze i propri problemi, nella certezza che verranno risolti con le soluzioni più semplici, con un semplice KISS.
In occasione dell’avvio della campagna elettorale in Sardegna per il rinnovo dei consigli provinciali, perché non farla quindi semplice e proporre ai sardi creduloni la nomina del governatore della Sardegna a commissario straordinario per l’esecuzione dei lavori nella Sassari-Olbia quale soluzione facile di un problema di grande gravità, quello di una strada pericolosissima che ha causato tantissimi incidenti e morti?

Proprio per la sua pericolosità la strada era stata inserita durante la legislatura Soru tra le infrastrutture urgenti in vista del G8 che si sarebbe dovuto tenere alla Maddalena e che invece fu dirottato a L’Aquila. Berlusconi in campagna elettorale aveva promesso finanziamenti pari a 722 milioni di euro per la realizzazione della strada a quattro corsie. Il ministro Matteoli aveva ulteriormente assicurato: «E’ tra le opere prioritarie per la Sardegna e non ci saranno problemi per la sua realizzazione». Successivamente, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, rispondendo ad una interrogazione dei parlamentari del nord Sardegna Giulio Calvisi e Guido Melis, aveva specificato che l’intervento sulla Sassari-Olbia rientrava invece in una programmazione prevista per il 2010.

Situazione piuttosto complicata, occorreva farla semplice. Perché allora non far dichiarare ad Ugo Cappellacci che i cantieri saranno aperti entro l’anno per le quattro corsie con la disponibilità di oltre 200 milioni di euro provenienti dal Fondo Opere Strategiche e dalla Programmazione Nazionale? E perché non farla ancora più facile annunciando che “sarebbero” in arrivo anche i soldi dei fondi Par-Fas, presumibilmente gli stessi persi nel luglio del 2009 per non aver presentato per tempo il Programma per l’utilizzo dei fondi Fas regionali, non avendo voluto presentare quello già approvato dalla Giunta Soru necessitante, a giudizio di Cappellacci, di non meglio precisate rimodulazioni? Infine, la semplicità per la semplicità: la Giunta Cappellacci annuncia una campagna nelle scuole sulla sicurezza stradale.

Questo si che si chiama semplificare, in contrapposizione ai detrattori che complicano le situazioni semplici aggiungendo ragionamenti e osservazioni. Il governo dell’amore, dell’ottimismo e del fare non può accettare che l’opposizione ricordi come Cappellacci annunci per l’ennesima volta il finanziamento della Sassari-Olbia, che venga denunciato come i riscontri sia in sede Cipe che in sede di Regione evidenzino che siano a malapena disponibili le risorse per la realizzazione di qualche svincolo.
Questo si chiama complicare, non semplificare, cribbio! E come la fanno complicata quelli che, ricordando lo scippo delle risorse per la Sassari – Olbia operato dal Governo Berlusconi, esigono risposte concrete e immediate durante tutto il mandato e non solo a pochi giorni dal voto e che esprimono anche il forte dubbio che, nonostante i poteri straordinari attribuiti al governatore Cappellacci, gli appalti possano essere aggiudicati entro giugno.

Per restare in tema di dubbi Cappellacci ha invitato chi intravede negli importi, tempi e scadenze snocciolati dal governatore, solo delle invenzioni da dare in pasto ai distratti e chi richiede di avere certezze e non indiscrezioni di fonte ignota sulla convocazione del Cipe, a concedere “il beneficio del dubbio a chi in questi mesi ha dimostrato con atti concreti impegno costante”. Il governatore, nella sostanza, invita a non dubitare delle assicurazioni del portavoce del già capo di Publitalia, che ai suoi venditori spiegava come la gente fosse di una credulità totale.
Lui, Cappellacci, ce la sta mettendo davvero tutta per farla semplice.

AprileOnline

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