Libri: Fini alla presentazione di ‘Romeni, la minoranza decisiva per l’Italia di domani

maggio 19, 2010

19.05.2010

Roma, 19 mag. (adnkronos) – Nella Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio sara’ presentato mercoledi’ prossimo alle 15 il libro ”Romeni, la minoranza decisiva per l’Italia di domani” di Alina Harja e Guido Melis. Parteciperanno Giuliano Amato, Luigi Manconi, Giuseppe Pisanu. Interverra’ il Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini . I romeni: quanti sono, chi sono, da dove vengono, come e dove vivono e lavorano, cosa pensano di se stessi e degli italiani, quali sono le loro simpatie politiche, quali preoccupazioni e speranze nutrono per se’ e per i propri figli. Attraverso una serie di interviste e l’attenta ricognizione della cronaca (non solo di quella nera) emerge la realta’ di un popolo di quasi un milione di persone, con le sue ansie e le sue passioni: un popolo che qualcuno vorrebbe rappresentare sotto l’etichetta di «delinquenti naturali», ma che rifiuta con sdegno tale definizione, considerandola un insulto.

Parlano in prima persona le ragazze e i ragazzi, i giornalisti corrispondenti di Bucarest a Roma, il vescovo greco-ortodosso e il suo clero, gli imprenditori a capo delle 27.000 aziende romene in Italia, i musicisti, gli operai, i lavoratori dell’agricoltura, le colf e le badanti. E’ un’umanita’ ricca di cultura, orgogliosa della sua identita’ e animata da una volonta’ di riscatto che si traduce nella richiesta di una sempre maggiore integrazione. La porzione piu’ consistente dell’immigrazione straniera in Italia e la piu’ numerosa componente di quella comunitaria (anche se troppo spesso trattata come se non lo fosse). Una critica feroce alla xenofobia e al razzismo di una certa Italia; un libro risentito, polemico, che non fa sconti a nessuno. Ma al tempo stesso rigorosamente documentato.

Libero


I ladroni sono migliori

maggio 19, 2010

19.05.2010

Come diceva Antonio Pigliaru, l’indimenticabile studioso sardo del «codice della vendetta barbaricina», anche la società dei ladroni ha le sue leggi.
Quelle della nuova delinquenza in guanti gialli però sono molto diverse dalle ataviche regole della comunità pastorale sarda. Lì, nonostante tutto, c’era il senso corale della comunità e delle sue superiori ragioni rispetto a uno Stato che si sentiva (e forse era davvero) lontano, ostile, nemico. Qui al contrario il codice è tutto interno allo Stato, nasce anzi proprio deformando e strumentalizzando i suoi istituti giuridici, la sua amministrazione pubblica, le sue stesse leggi.
È una metastasi che gioca di sponda, avvocatescamente, con le controverse regole dell’appalto e con le loro mille eccezioni, fa lo slalom tra norme e normette scritte nei codici ufficiali per favorire i potenti e per tagliar fuori i poveracci, si avvale della complicità di chi dovrebbe controllare e non controlla, di chi dovrebbe denunciare e non denuncia, di chi dovrebbe legiferare e non legifera. Unisce, infine, il massimo della confidenza coi meccanismi finanziari moderni con l’antica filosofia italica del teniamo famiglia.
Nasce così un nuovo diritto, un’anti-legge più efficace e osservata della legge stessa. Un sistema di regole nel quale tutti gli attori si sentono garantiti: chi corrompe e chi è corrotto. Nel gioco c’entra il danaro, naturalmente, ma non nella forma elementare della bustarella stile Tangentopoli e neanche in quella (più pittoresca ma ugualmente na?ve) del puff in salotto ricolmo di gioielli. Piuttosto case, meglio se con vista esclusiva, appartamenti a figli ed amanti, ristrutturazioni e lavori edili. O, ancor meglio, prestazioni sessuali, da consumarsi – s’intende – in esclusivi appartamenti d’hotel per nababbi.

L’Unità


Vinyls, Melis (Pd): “Governo obblighi Eni a risolvere problema”

maggio 12, 2010

12.05.2010

“La decisione della Ramco di ritirarsi dalla trattativa apre uno scenario drammatico per i lavoratori, per l’economia del Nord Sardegna e per le sorti stessi della chimica nazionale” – dichiara in una nota il deputato PD, Guido Melis, ricordando le due interrogazioni parlamentari rivolte al governo nel recente passato .

“Non posso non ricordare che questa traumatica rottura è il frutto congiunto della pervicace sordità dell’Eni, che ha fatto di tutto (da ultimo demolendo la banchina e impedendo la cessione delle saline, Contivecchi e Ciro Marina, in Calabria) per scoraggiare gli acquirenti arabi, ma anche della debole e incerta iniziativa del governo nei lunghi mesi delle trattative”.

Secondo Melis, “vengono cosi al pettine una volta di più le false promesse di Berlusconi in campagna elettorale, che ad una ad una si stanno rivelando delle bufale: Euroallumina, Alcoa, Porto Torres, Sassari-Olbia, ecc. Non c’è una di queste assicurazioni che si sia rivelata veritiera. “

“Mi auguro” – conclude il deputato del PD – “che ora almeno il Governo obblighi l’Eni, sia pure in fase transitoria, a riavviare gli impianti di Porto Torres (che sono moderni e produttivi e che non devono essere rottamati), ricomponendo l’intera filiera produttiva in modo da poterla rimettere presto sul mercato con migliori e più efficaci prospettive di cessione. Ma bisogna fare in fretta. I lavoratori non possono stare eternamente sull’isola o nella torre.”

Rassegna.it


L’allegra incoscienza del Pd sardo che non vuole cambiare

aprile 27, 2010

26.04.2010

Come gli spensierati passeggeri del Titanic, i dirigenti del Pd sardo, di quello sassarese in particolare, ballano incoscienti prima della tragedia. Porto Torres, Ittiri, Alghero, soprattutto Nuoro, il Medio Campidano, Cagliari: non c’è scenario elettorale in Sardegna che non veda tensioni mortali tra una maggioranza del Pd (esigua, per altro) che si crede protervamente padrona delle liste e una minoranza (pure consistente sino a sfiorare il 40%) sistematicamente tenuta sotto scacco.  Giova a qualcuno un simile stato delle cose? Chiunque, dotato di medio buon senso (non occorre, per capirlo, grande cultura politica) risponderebbe di no. Ma lorsignori sono grandi strateghi, per bacco. Occupano la scena politica da decenni, sono figli d’arte, hanno la tattica nel sangue. Vuoi che si affidino al normale buon senso della gente comune? Di più. Accade in Italia qualcosa di inaudito. Il partito di plastica di Berlusconi si sta spaccando, il sovrano è apertamente contestato da quello che anni fa era il suo fedele compagno d’armi. Forse (lo auspichiamo) nascerà una nuova destra, più europea e “normale”. Il re è su tutte le furie. Risponde minacciando catastrofi epocali: muoia Sansone con tutti i filistei. C’è la seria prospettiva di andare a nuove elezioni anticipate, senza che il Pd sia pronto, in un quadro di confusione, con il possibile risultato di un rafforzamento, e questa volta per sempre, della dittatura berlusconiana sul Paese.  Se non siamo al fascismo degli anni Duemila, poco ci manca. E in un passaggio storico come questo, mentre tutto traballa, che fanno i nostri dirigenti, i piccoli machiavellini sardi e sassaresi? Lottizzano i posti in lista, si dividono i collegi, escludono componenti forti del 40%, costringendo ai margini del Pd interi pezzi di elettorato. E se non ci stai, minacciano espulsioni e non so che altro.  Si va alle elezioni allegramente, come se si trattasse di una scadenza qualunque. Ma dopo le deludenti prove della giunta Cappellacci (nessuna delle promesse elettorali è stata mantenuta dal centro-destra) sarebbe questa l’occasione buona per rilanciare la questione sarda, per parlare seriamente del nostro destino nella fase storica del federalismo realizzato. Il momento di parlare di chimica da salvare e da rilanciare, di agricoltura e pastorizia da difendere con i denti, di scuola da preservare dai tagli, di precari da sistemare, di ragazzi ai quali dare una prospettiva del domani. Sarebbe il momento di far capire alla gente (che è sfiduciata e minaccia di astenersi dal votare) che esiste la possibilità di cambiare, di uscire dalla crisi e rilanciare l’economia, se solo lo vogliamo. L’occasione – anche – per rinnovarci, candidando persone nuove, magari anche gente con un mestiere alle spalle, con un’esperienza, e non sempre, eternamente, i soliti amici dei soliti, quelli che sono nati nella politica politicante e lì sempre sono rimasti inchiodati. Invece diamo lo spettacolo che diamo. E mentre la destra si spacca, e vengono al pettine i nodi dei loro eterni opportunismi (si sono messi insieme per fare affari, e adesso ne pagano le conseguenze), noi del centro-sinistra facciamo come i polli di Renzo: ci becchiamo a morte tra di noi in attesa del macellaio. Deputato del Pd – Guido Melis

La Nuova Sardegna


La forza delle parole, dai racconti di De Luca alle canzoni di Tenco

aprile 27, 2010

21.04.2010

 SASSARI. Il 23 aprile di ogni anno viene celebrata nel mondo la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore promossa dall’Unesco. La data prescelta è simbolica e rappresenta un omaggio a tre grandi autori la cui vita si spense per una singolare coincidenza proprio quel giorno nello stesso anno 1616: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Garcilaso de la Vega.  La Biblioteca comunale di Sassari – in collaborazione con la libreria Koinè, l’associazione culturale Coilibrì e con il patrocinio del Comune – festeggiano la Giornata mondiale del libro con una serie di appuntamenti.  Le occasioni di incontro e di approfondimento si snodano nel corso di cinque giornate in cui libri e scrittori saranno i protagonisti. Gli appuntamenti con i lettori si terranno nella sede della Biblioteca di Sassari, in piazza Tola, alle ore 18.  Si è cominciato l’altro ieri con la presentazione del libro di Riccardo Staglianò «Grazie: ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti» (Chiarelettere). L’Italia e gli italiani non possono ignorare il fatto che gli immigrati, regolari e non, rappresentano una vera e propria ricchezza, e soprattutto quanto siano fondamentali perché la vita economica e sociale del nostro Paese non crolli miseramente. Una famiglia italiana su dieci dipende da una badante straniera. Ospedali, campi, la Chiesa, persino il campionato di calcio di serie A, senza stranieri non potrebbero funzionare. Abbiamo bisogno di loro, fanno i lavori che noi non vogliamo e ci permettono di continuare a lavorare e guadagnare. Il giornalista di «Repubblica» ripercorre una normale giornata di lavoro in Italia, un modo semplice per capire cosa veramente succede da nord a sud. Insieme all’autore alla presentazione sono intervenuti Graziano Tidore, Jean Leonard Touadi, Guido Melis e Don Francesco Soddu.  Ieri, sempre alle 18 nella Biblioteca comunale, Simone Perotti – con gli interventi di Sergio Salis e di Marco Tarantola – ha presentato il suo «Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita» (Chiarelettere). Lavoro-supermarket-casa, lavoro-centro commerciale-casa: la routine quotidiana del lavoratore-consumatore può diventare una triste gabbia dalla quale si cerca il coraggio di scappare. Ma cambiare vita non sempre è facile, sembra quasi impossible potercela fare da soli: però in molti ce l’hanno fatta, hanno rallentato il ritmo – oggi si dice fare downshifting. Ormai nel mondo sono milioni le persone che hanno deciso di riprendersi il loro tempo: uno di questi è proprio Simone Perotti, che racconta la sua esperienza, da come ha preso la decisione alle sue conseguenze.  La festa del libro prosegue oggi, con la presentazione del libro di Mario Faticoni «Tumulti quotidiani: Sardegna tra scena e società» (vedi il pezzo qui sotto), alla quale interverranno Manlio Brigaglia e Leonardo Sole. Domani invece la giornata è dedicata ai piccoli lettori, a partire dalle 16 in piazza Tola, dove si svolgerà un divertente Gioco dell’oca in tema libresco. Poi, a partire dalle 18, ci sarà lo spettacolo «Il gufo Rosmarino» con Giancarlo Biffi. Rosmarino è un gufetto che, insieme alla sua famiglia intreprende un lungo viaggio alla ricerca di una nuova casa, incontrando nuovi amici e affrontando insieme a loro e ai suoi fratellini alcune difficili situazioni avventurose.  La festa del libro si conclude venerdì 23, Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, con Erri De Luca protagonista dell’incontro dal titolo «La forza delle parole», realizzato in collaborazione con l’associazione culturale Materia Grigia e la compagnia teatrale «La botte e il cilindro». Un’iniziativa che si snoda e si concentra intorno al rapporto tra parola e musica, partendo dall’opera di Luigi Tenco.

La Nuova Sardegna


Il parco non può attendere

aprile 27, 2010

17.04.2010

CAGLIARI. L’immagine è da cartolina: un panorama mozzafiato, che abbraccia Tuvumannu e Tuvixeddu. Da via Castelfidardo il presidente di Legambiente Vincenzo Tiana, il senatore Roberto Della Seta (già presidente nazionale di Legambiente), la deputata Amalia Schirru e il consigliere regionale Chicco Porcu (tutti e tre del Pd) hanno ribadito l’attenzione per la formazione del parco di Tuvixeddu-Tuvumannu. Secondo l’associazione ambientalista dovrebbe andare da via Is Mirrionis sino a via Sant’Avendrace, «in modo da comprendere anche Tuvumannu. Dopo l’approvazione dell’ordine del giorno unitario per la creazione di un grande parco regionale – ha informato Tiana – ora presenteremo un’ipotesi di planimetria alla Regione, chiedendo di non far costruire gli edifici previsti su Tuvumannu e di bloccare i lavori della strada del tunnel che dovrebbe poi passare per il canyon».  Si dovrebbe tenere la settimana prossima, invece, un incontro tra il presidente della Regione Ugo Cappellacci e alcuni parlamentari, sardi e non, che hanno sollecitato il governatore a un confronto sul futuro di Tuvixeddu-Tuvumannu. Lo ha annunciato ieri il senatore Della Seta che ha assunto questa iniziativa assieme ai parlamentari Amalia Schirru, Guido Melis e Francesco Sanna (tutti del Pd). «Cappellacci ha risposto l’altro ieri alla richiesta di incontro per sollecitare l’attuazione dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale sul futuro dell’area archeologica. Il governatore – ha spiegato il senatore – si è reso disponibile a un incontro a Roma».  L’importanza della nascita del parco Tuvixeddu-Tuvumannu è ormai acquisita anche a ivello internazionale data la presenza della necropoli punico romana più grande del Mediterraneo. «Noi – ha continuato Della Seta – chiederemo al presidente di bloccare i lavori della Coimpresa, ripresi dopo la sentenza del Tar Sardegna. Rispetto a luglio ascorso, l’ultima mia visita a Tuvixeddu, devo infatti constatare con rammarico che in via Is Maglias sono già stati costruiti due degli otto palazzi previsti. La mia impressione è che non ci sia più tempo. E credo che la questione non possa essere risolta solo per via giudiziaria. Noi chiederemo al governatore Cappellacci che intervenga per sospendere i lavori che si stanno facendo. Ma siamo consapevoli che bisognerà agire anche in termini finanziari per risarcire chi ha avuto le concessioni, indipendentemente dal fatto che queste siano giuste o sbagliate. Ed è per questo che pensiamo debba esserci uno sforzo sia della Regione che del ministero competente».  Su Tuvixeddu e Tuvumannu, ricorda Schirru, «nel 2000 venne firmato un accordo di programma tra Regione, Comune e Coimpresa per una lottizzazione integrata. Assieme ai colleghi sardi abbiamo fatto due interrogazioni, ma alla seconda (del febbraio del 2010) il ministro Sandro Bondi non ha risposto. Ora chiediamo di accelerare la proposa di perimetrazione del parco regionale e di sostenere l’aspetto finanziario per i risarcimenti. Anche il governo centrale di Roma deve fare la sua parte». Su questo aspetto, Chicco Porcu ha precisato che una parte dei fondi per l’acquisizione delle aree potrebbe essere inserita nel collegato alla Finanziaria regionale, in aula a maggio, o inserita nel testo che modifica la legge sull’edilizia di novembre.  Tiana ha poi ribadito che, «al contrario di quanto si afferma, l’area punica non riguarda solo Sant’Avendrace. In via Is Maglias i lavori della facoltà di Ingegneria sono stati autorizzati dalla Sovrintendenza con esclusione di un blocco di roccia con tombe puniche e di una cava romana. E proprio in quel punto oggi l’archeologo Stiglitz terrà una lezione sulla storia della presenza punica in Sardegna».

La Nuova Sardegna


Giustizia: Pd, aderiamo a manifestazione del 24 contro smantellamento

aprile 27, 2010

21.04.2010

Roma, 21 apr. – (Adnkronos) – ”Diamo la nostra solidarieta’ ai lavoratori della giustizia e aderiamo manifestazione del 24 aprile per protestare contro la politica di un governo disinteressato all’efficace funzionamento della giustizia”. Lo dichiarano i deputati del Pd componenti della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti a nome di tutto il gruppo parlamentare della commissione Giustizia.

Cinzia Capano, Mario Cavallaro, Pasquale Ciriello, Paola Concia, Gianni Cuperlo, Gianni Farina, Guido melis, Anna Rossomando, Marilena Samperi, Lanfranco Tenaglia, Pietro Tidei, Jean Leonard Touadi, e Guglielmo Vaccaro aggiungono che ”senza un progetto organico e investimenti adeguati, le giuste aspirazioni dei cittadini ad una giustizia efficiente ed efficace andranno purtroppo deluse. Noi -concludono- continueremo a chiedere l’urgente calendarizzazione in parlamento del nostro disegno di legge per l’efficienza della giustizia che contiene anche la soluzioni ai problemi del personale giudiziario”.

Libero


Lettera Al Presidente della Regione Autonoma della Sardegna

aprile 14, 2010

02.04.2010

On. Ugo Cappellacci

S.P.M.

Oggetto: Richiesta d’incontro sull’area archeologico-paesaggistica di Tuvixeddu.

Egregio Presidente,

Le scriviamo in riferimento alle problematiche della tutela e valorizzazione del complesso morfologico dei colli di Tuvixeddu-Tuvumannu, sul quale noi sottoscritti Parlamentari abbiamo dato vita dal 2008 ad un Osservatorio parlamentare per coordinare le iniziative rivolte a salvaguardare l’integrità e la fruibilità del sito, svolgendo un primo sopralluogo sempre nel novembre 2008, su richiesta dell’Associazione Legambiente Sardegna, accompagnati dall’archeologo Alfonso Stiglitz. Il sopralluogo interessò le zone di S. Avendrace, Is Maglias e la sommità del colle di Tuvixeddu. Infine fu effettuata una visita alla mostra tematica dei reperti della necropoli fenicio-punica, allestita nel Museo Archeologico Nazionale. All’Osservatorio ha aderito anche il deputato  Fabio Granata, con il quale si svolse una visita nell’area lo scorso 3 luglio.

Per approfondire la questione, fin da allora da noi ritenuta di rilevanza nazionale per la eccezionale e rara compresenza di peculiarità archeologiche, paesaggistiche e storico-culturali in un compendio esteso per oltre 60 ettari nel cuore della vostra città, torneremo a Cagliari il giorno 16 aprile, anche in questo caso su invito di Legambiente Sardergna.

Con la presente Le chiediamo, nell’occasione di questa nostra seconda visita, un incontro per poterLe sottoporre le nostre valutazioni e proposte per scongiurare definitivamente il rischio che l’area possa essere compromessa da massicci interventi edificatori, e poter conoscere – alla luce del recente Odg del Consiglio Regionale della Sardegna  – quali interventi la Giunta da Lei presieduta intenda intraprendere per fare di Tuvixeddu-Tuvumannu un grande Parco Archeologico-Paesaggistico in applicazione al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

 

Cordiali saluti, 

Sen. Roberto Della Seta

On. Fabio Granata

On. Guido Melis

Sen. Francesco Sanna

On. Amalia Schirru


«Primarie d obbligo»

marzo 31, 2010

28.03.2010

CAGLIARI. Il deputato del Pd Guido Melis e Giorgio Macciotta hanno scritto una lettera aperta al segretario regionale Silvio Lai sullo stato del partito democratico, «sul complicarsi della gestione interna». «Lo strumento delle primarie», scrivono Melis e Macciotta a Silvio Lai, «come elemento di apertura del partito e dei suoi gruppi dirigenti non solo non è valorizzato ma viene apertamente osteggiato: i casi di Nuoro (elezioni provinciali) e di Portotorres (elezioni comunali) indicano i guasti che da tale scelta possono derivare». In almeno tre consultazioni provinciali – scrivono Melis e Macciotta – le primarie potrebbero essere il modo per dare slancio in situazioni di difficoltà. Pensiamo al Sulcis, a Cagliari (le vicende extra politiche impongono se si decide la candidatura dell’uscente una sua legittimazione attraverso primarie); a Sassari dove per cancellare l’impressione che le modalità di deleggitimazione del presidente siano la conclusione di una congiura di palazzo, primarie partecipate sarebbero non solo formalmente dovute ma politicamente più opportune.

La Nuova Sardegna


La Cassazione: via i clandestini anche se hanno figli a scuola

marzo 31, 2010

12.03.2010

UNA MATERIA CONTROVERSA. Verdetto innovativo sul caso di un irregolare albanese: ribaltata un’altra sentenza della corte
Per i giudici la tutela della legalità delle frontiere prevale sul diritto allo studio dei minori. I dubbi dell’Alto commissario dell’Onu

Marcia indietro della Cassazione in tema di immigrazione: gli stranieri irregolari, con figli minori che studiano in Italia, non potranno chiedere di restare nel nostro Paese adducendo la motivazione che la loro espulsione provocherebbe un trauma «sentimentale» e un calo nel rendimento scolastico dei figli. È il nuovo orientamento della Suprema corte che – smentendo una sua recente sentenza – ha deciso di far prevalere la garanzia della tutela alla legalità delle frontiere rispetto a quella del diritto allo studio dei minori.
LA SENTENZA. Con la sentenza n.5856, la prima sezione civile della Cassazione ha respinto il ricorso di un clandestino albanese, con moglie in attesa della cittadinanza italiana e due figli minori residente a Busto Arsizio (Varese), che voleva l’autorizzazione a restare in Italia in nome del diritto del «sano sviluppo psicofisico» dei suoi bambini che sarebbe stato danneggiato dall’allontanamento del loro papà. I supremi giudici hanno risposto che ai clandestini è consentita la permanenza in Italia per un tempo determinato solo in nome di «gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d’emergenza».
Con questa pronuncia, i giudici hanno capovolto la precedente decisione che aveva autorizzato un papà clandestino a restare, definendola come «riduttiva in quanto orientata alla sola salvaguardia delle esigenze del minore, omettendone l’inquadramento sistematico nel complessivo impianto normativo» della legge sull’immigrazione.
LE REAZIONI. La decisione non è piaciuta all’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, la sudafricana Navi Pillay. Al termine della sua visita di due giorni in Italia, ha sottolineato che la sentenza desta «una grande e seria preoccupazione». «Esiste una giurisprudenza sui diritti dell’infanzia e la protezione dell’infanzia», ha spiegato Pillay, «nell’incontro con il ministro degli Esteri, Frattini, quest’ultimo mi ha dato la garanzia dell’impegno dell’Italia sulla difesa dei diritti dell’infanzia. Seguiremo la questione».
Ma non sono mancate altre reazioni. «La sentenza non dovrebbe rappresentare un pericolo», ha dichiarato Oliviero Forti, responsabile dell’Immigrazione della Caritas osservando che la Cassazione «verifica caso per caso». Per il portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, si tratta invece di una «sentenza inumana e indegna di un Paese civile». Il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, plaude invece alla Suprema Corte: «L’infanzia non può essere strumentalizzata e non si può fare carta straccia della legalità con la scusa dell’istruzione ai minori». «La sentenza condanna i bambini con i genitori», dicono invece i deputati del Pd Jean-Leonard Touadi e Guido Melis, mentre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, con delega alle politiche familiari, sottolinea che va visto «caso per caso».
Per il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini la sentenza della Cassazione è «giusta». Ma aggiunge: «Il nostro sistema d’istruzione ha sempre incluso e mai escluso e le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli ma allo stesso modo non si può giustificare chi strumentalizza i bambini per sanare situazioni di illegalità».

Brescia Oggi