L’allegra incoscienza del Pd sardo che non vuole cambiare

aprile 27, 2010

26.04.2010

Come gli spensierati passeggeri del Titanic, i dirigenti del Pd sardo, di quello sassarese in particolare, ballano incoscienti prima della tragedia. Porto Torres, Ittiri, Alghero, soprattutto Nuoro, il Medio Campidano, Cagliari: non c’è scenario elettorale in Sardegna che non veda tensioni mortali tra una maggioranza del Pd (esigua, per altro) che si crede protervamente padrona delle liste e una minoranza (pure consistente sino a sfiorare il 40%) sistematicamente tenuta sotto scacco.  Giova a qualcuno un simile stato delle cose? Chiunque, dotato di medio buon senso (non occorre, per capirlo, grande cultura politica) risponderebbe di no. Ma lorsignori sono grandi strateghi, per bacco. Occupano la scena politica da decenni, sono figli d’arte, hanno la tattica nel sangue. Vuoi che si affidino al normale buon senso della gente comune? Di più. Accade in Italia qualcosa di inaudito. Il partito di plastica di Berlusconi si sta spaccando, il sovrano è apertamente contestato da quello che anni fa era il suo fedele compagno d’armi. Forse (lo auspichiamo) nascerà una nuova destra, più europea e “normale”. Il re è su tutte le furie. Risponde minacciando catastrofi epocali: muoia Sansone con tutti i filistei. C’è la seria prospettiva di andare a nuove elezioni anticipate, senza che il Pd sia pronto, in un quadro di confusione, con il possibile risultato di un rafforzamento, e questa volta per sempre, della dittatura berlusconiana sul Paese.  Se non siamo al fascismo degli anni Duemila, poco ci manca. E in un passaggio storico come questo, mentre tutto traballa, che fanno i nostri dirigenti, i piccoli machiavellini sardi e sassaresi? Lottizzano i posti in lista, si dividono i collegi, escludono componenti forti del 40%, costringendo ai margini del Pd interi pezzi di elettorato. E se non ci stai, minacciano espulsioni e non so che altro.  Si va alle elezioni allegramente, come se si trattasse di una scadenza qualunque. Ma dopo le deludenti prove della giunta Cappellacci (nessuna delle promesse elettorali è stata mantenuta dal centro-destra) sarebbe questa l’occasione buona per rilanciare la questione sarda, per parlare seriamente del nostro destino nella fase storica del federalismo realizzato. Il momento di parlare di chimica da salvare e da rilanciare, di agricoltura e pastorizia da difendere con i denti, di scuola da preservare dai tagli, di precari da sistemare, di ragazzi ai quali dare una prospettiva del domani. Sarebbe il momento di far capire alla gente (che è sfiduciata e minaccia di astenersi dal votare) che esiste la possibilità di cambiare, di uscire dalla crisi e rilanciare l’economia, se solo lo vogliamo. L’occasione – anche – per rinnovarci, candidando persone nuove, magari anche gente con un mestiere alle spalle, con un’esperienza, e non sempre, eternamente, i soliti amici dei soliti, quelli che sono nati nella politica politicante e lì sempre sono rimasti inchiodati. Invece diamo lo spettacolo che diamo. E mentre la destra si spacca, e vengono al pettine i nodi dei loro eterni opportunismi (si sono messi insieme per fare affari, e adesso ne pagano le conseguenze), noi del centro-sinistra facciamo come i polli di Renzo: ci becchiamo a morte tra di noi in attesa del macellaio. Deputato del Pd – Guido Melis

La Nuova Sardegna


La forza delle parole, dai racconti di De Luca alle canzoni di Tenco

aprile 27, 2010

21.04.2010

 SASSARI. Il 23 aprile di ogni anno viene celebrata nel mondo la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore promossa dall’Unesco. La data prescelta è simbolica e rappresenta un omaggio a tre grandi autori la cui vita si spense per una singolare coincidenza proprio quel giorno nello stesso anno 1616: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Garcilaso de la Vega.  La Biblioteca comunale di Sassari – in collaborazione con la libreria Koinè, l’associazione culturale Coilibrì e con il patrocinio del Comune – festeggiano la Giornata mondiale del libro con una serie di appuntamenti.  Le occasioni di incontro e di approfondimento si snodano nel corso di cinque giornate in cui libri e scrittori saranno i protagonisti. Gli appuntamenti con i lettori si terranno nella sede della Biblioteca di Sassari, in piazza Tola, alle ore 18.  Si è cominciato l’altro ieri con la presentazione del libro di Riccardo Staglianò «Grazie: ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti» (Chiarelettere). L’Italia e gli italiani non possono ignorare il fatto che gli immigrati, regolari e non, rappresentano una vera e propria ricchezza, e soprattutto quanto siano fondamentali perché la vita economica e sociale del nostro Paese non crolli miseramente. Una famiglia italiana su dieci dipende da una badante straniera. Ospedali, campi, la Chiesa, persino il campionato di calcio di serie A, senza stranieri non potrebbero funzionare. Abbiamo bisogno di loro, fanno i lavori che noi non vogliamo e ci permettono di continuare a lavorare e guadagnare. Il giornalista di «Repubblica» ripercorre una normale giornata di lavoro in Italia, un modo semplice per capire cosa veramente succede da nord a sud. Insieme all’autore alla presentazione sono intervenuti Graziano Tidore, Jean Leonard Touadi, Guido Melis e Don Francesco Soddu.  Ieri, sempre alle 18 nella Biblioteca comunale, Simone Perotti – con gli interventi di Sergio Salis e di Marco Tarantola – ha presentato il suo «Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita» (Chiarelettere). Lavoro-supermarket-casa, lavoro-centro commerciale-casa: la routine quotidiana del lavoratore-consumatore può diventare una triste gabbia dalla quale si cerca il coraggio di scappare. Ma cambiare vita non sempre è facile, sembra quasi impossible potercela fare da soli: però in molti ce l’hanno fatta, hanno rallentato il ritmo – oggi si dice fare downshifting. Ormai nel mondo sono milioni le persone che hanno deciso di riprendersi il loro tempo: uno di questi è proprio Simone Perotti, che racconta la sua esperienza, da come ha preso la decisione alle sue conseguenze.  La festa del libro prosegue oggi, con la presentazione del libro di Mario Faticoni «Tumulti quotidiani: Sardegna tra scena e società» (vedi il pezzo qui sotto), alla quale interverranno Manlio Brigaglia e Leonardo Sole. Domani invece la giornata è dedicata ai piccoli lettori, a partire dalle 16 in piazza Tola, dove si svolgerà un divertente Gioco dell’oca in tema libresco. Poi, a partire dalle 18, ci sarà lo spettacolo «Il gufo Rosmarino» con Giancarlo Biffi. Rosmarino è un gufetto che, insieme alla sua famiglia intreprende un lungo viaggio alla ricerca di una nuova casa, incontrando nuovi amici e affrontando insieme a loro e ai suoi fratellini alcune difficili situazioni avventurose.  La festa del libro si conclude venerdì 23, Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, con Erri De Luca protagonista dell’incontro dal titolo «La forza delle parole», realizzato in collaborazione con l’associazione culturale Materia Grigia e la compagnia teatrale «La botte e il cilindro». Un’iniziativa che si snoda e si concentra intorno al rapporto tra parola e musica, partendo dall’opera di Luigi Tenco.

La Nuova Sardegna


Il parco non può attendere

aprile 27, 2010

17.04.2010

CAGLIARI. L’immagine è da cartolina: un panorama mozzafiato, che abbraccia Tuvumannu e Tuvixeddu. Da via Castelfidardo il presidente di Legambiente Vincenzo Tiana, il senatore Roberto Della Seta (già presidente nazionale di Legambiente), la deputata Amalia Schirru e il consigliere regionale Chicco Porcu (tutti e tre del Pd) hanno ribadito l’attenzione per la formazione del parco di Tuvixeddu-Tuvumannu. Secondo l’associazione ambientalista dovrebbe andare da via Is Mirrionis sino a via Sant’Avendrace, «in modo da comprendere anche Tuvumannu. Dopo l’approvazione dell’ordine del giorno unitario per la creazione di un grande parco regionale – ha informato Tiana – ora presenteremo un’ipotesi di planimetria alla Regione, chiedendo di non far costruire gli edifici previsti su Tuvumannu e di bloccare i lavori della strada del tunnel che dovrebbe poi passare per il canyon».  Si dovrebbe tenere la settimana prossima, invece, un incontro tra il presidente della Regione Ugo Cappellacci e alcuni parlamentari, sardi e non, che hanno sollecitato il governatore a un confronto sul futuro di Tuvixeddu-Tuvumannu. Lo ha annunciato ieri il senatore Della Seta che ha assunto questa iniziativa assieme ai parlamentari Amalia Schirru, Guido Melis e Francesco Sanna (tutti del Pd). «Cappellacci ha risposto l’altro ieri alla richiesta di incontro per sollecitare l’attuazione dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale sul futuro dell’area archeologica. Il governatore – ha spiegato il senatore – si è reso disponibile a un incontro a Roma».  L’importanza della nascita del parco Tuvixeddu-Tuvumannu è ormai acquisita anche a ivello internazionale data la presenza della necropoli punico romana più grande del Mediterraneo. «Noi – ha continuato Della Seta – chiederemo al presidente di bloccare i lavori della Coimpresa, ripresi dopo la sentenza del Tar Sardegna. Rispetto a luglio ascorso, l’ultima mia visita a Tuvixeddu, devo infatti constatare con rammarico che in via Is Maglias sono già stati costruiti due degli otto palazzi previsti. La mia impressione è che non ci sia più tempo. E credo che la questione non possa essere risolta solo per via giudiziaria. Noi chiederemo al governatore Cappellacci che intervenga per sospendere i lavori che si stanno facendo. Ma siamo consapevoli che bisognerà agire anche in termini finanziari per risarcire chi ha avuto le concessioni, indipendentemente dal fatto che queste siano giuste o sbagliate. Ed è per questo che pensiamo debba esserci uno sforzo sia della Regione che del ministero competente».  Su Tuvixeddu e Tuvumannu, ricorda Schirru, «nel 2000 venne firmato un accordo di programma tra Regione, Comune e Coimpresa per una lottizzazione integrata. Assieme ai colleghi sardi abbiamo fatto due interrogazioni, ma alla seconda (del febbraio del 2010) il ministro Sandro Bondi non ha risposto. Ora chiediamo di accelerare la proposa di perimetrazione del parco regionale e di sostenere l’aspetto finanziario per i risarcimenti. Anche il governo centrale di Roma deve fare la sua parte». Su questo aspetto, Chicco Porcu ha precisato che una parte dei fondi per l’acquisizione delle aree potrebbe essere inserita nel collegato alla Finanziaria regionale, in aula a maggio, o inserita nel testo che modifica la legge sull’edilizia di novembre.  Tiana ha poi ribadito che, «al contrario di quanto si afferma, l’area punica non riguarda solo Sant’Avendrace. In via Is Maglias i lavori della facoltà di Ingegneria sono stati autorizzati dalla Sovrintendenza con esclusione di un blocco di roccia con tombe puniche e di una cava romana. E proprio in quel punto oggi l’archeologo Stiglitz terrà una lezione sulla storia della presenza punica in Sardegna».

La Nuova Sardegna


Giustizia: Pd, aderiamo a manifestazione del 24 contro smantellamento

aprile 27, 2010

21.04.2010

Roma, 21 apr. – (Adnkronos) – ”Diamo la nostra solidarieta’ ai lavoratori della giustizia e aderiamo manifestazione del 24 aprile per protestare contro la politica di un governo disinteressato all’efficace funzionamento della giustizia”. Lo dichiarano i deputati del Pd componenti della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti a nome di tutto il gruppo parlamentare della commissione Giustizia.

Cinzia Capano, Mario Cavallaro, Pasquale Ciriello, Paola Concia, Gianni Cuperlo, Gianni Farina, Guido melis, Anna Rossomando, Marilena Samperi, Lanfranco Tenaglia, Pietro Tidei, Jean Leonard Touadi, e Guglielmo Vaccaro aggiungono che ”senza un progetto organico e investimenti adeguati, le giuste aspirazioni dei cittadini ad una giustizia efficiente ed efficace andranno purtroppo deluse. Noi -concludono- continueremo a chiedere l’urgente calendarizzazione in parlamento del nostro disegno di legge per l’efficienza della giustizia che contiene anche la soluzioni ai problemi del personale giudiziario”.

Libero


Editoria, nasce comitato nazionale per disciplinare rese

aprile 27, 2010

10.04.2010

Roma, 20 APR (Il Velino) – Un comitato nazionale per disciplinare in modo certo e uniforme su tutto il territorio le rese della stampa invenduta dal distributore all’editore, cosi’ da evitare il rischio di truffe e contenziosi, e’ stato costituito a Roma, a seguito della riunione, a Palazzo Valentini, dei distributori di giornali di varie sedi e regioni italiane. Presenti all’incontro anche il presidente dell’associazione nazionale distributori Anadis, Paolo Cocozza, i parlamentari Giancarlo Lehner (Pdl), Guido Melis (Pd), Antonio Rugghia (Pd), e i senatori Angelo Maria Cicolani (Pdl), Mario Gasbarri (Pd), Vincenzo Vita (Pd) e il consigliere della provincia di Roma Ruggero Ruggeri (Pd).
Proprio quest’ultimo ha spiegato: “nel corso della riunione i distributori hanno denunciato un problema comune che ha costretto addirittura a chiudere alcune attivita’. Da tempo numerose agenzie del settore sono infatti costrette a sostenere un costoso contenzioso giudiziario con una societa’: Accademia Marketing e Comunicazioni srl, riconducibile all’architetto Gaetano Sapienza, editore fiorentino specializzatosi in pubblicazioni, che si autodefiniscono ‘per l’infanzia’. Si tratta di prodotti di cui, rimane regolarmente invenduto circa il 90 per cento.
Questo editore – aggiunge Ruggeri – nonostante i solleciti, i vigenti accordi sindacali e la prassi consolidata, omette sistematicamente di ritirare le rese delle proprie pubblicazioni invendute per poi pretendere dal distributore, a distanza di molto tempo, il pagamento dell’importo integrale, come se i prodotti fossero stati venduti”. Il presidente dell’Anadis Cocozza ha ricordato che “la cosa grave e’ che il Tribunale di Firenze ha emanato nei confronti dei vari distributori una serie di decreti ingiuntivi, munito di formula di provvisoria esecutorieta’. Tali decreti ingiuntivi – aggiunge – sono per di piu’ emessi in assenza della necessaria prova scritta e risultano particolarmente onerosi per i distributori, costretti a pagare somme, spesso per migliaia di euro, in via provvisoria, prima ancora che la causa venga decisa. Il comitato – conclude Cocozza – intende promuovere iniziative, anche sul piano normativo, al fine di evitare il ripetersi di simili episodi e fare in modo che la disciplina delle rese sia definita secondo criteri chiari e uniformi sul territorio nazionale, tenendo conto dei principi consolidati e rintracciabili nei protocolli solitamente applicati al settore”. (com/gas) 201330 APR 10 NNNN


Lettera Al Presidente della Regione Autonoma della Sardegna

aprile 14, 2010

02.04.2010

On. Ugo Cappellacci

S.P.M.

Oggetto: Richiesta d’incontro sull’area archeologico-paesaggistica di Tuvixeddu.

Egregio Presidente,

Le scriviamo in riferimento alle problematiche della tutela e valorizzazione del complesso morfologico dei colli di Tuvixeddu-Tuvumannu, sul quale noi sottoscritti Parlamentari abbiamo dato vita dal 2008 ad un Osservatorio parlamentare per coordinare le iniziative rivolte a salvaguardare l’integrità e la fruibilità del sito, svolgendo un primo sopralluogo sempre nel novembre 2008, su richiesta dell’Associazione Legambiente Sardegna, accompagnati dall’archeologo Alfonso Stiglitz. Il sopralluogo interessò le zone di S. Avendrace, Is Maglias e la sommità del colle di Tuvixeddu. Infine fu effettuata una visita alla mostra tematica dei reperti della necropoli fenicio-punica, allestita nel Museo Archeologico Nazionale. All’Osservatorio ha aderito anche il deputato  Fabio Granata, con il quale si svolse una visita nell’area lo scorso 3 luglio.

Per approfondire la questione, fin da allora da noi ritenuta di rilevanza nazionale per la eccezionale e rara compresenza di peculiarità archeologiche, paesaggistiche e storico-culturali in un compendio esteso per oltre 60 ettari nel cuore della vostra città, torneremo a Cagliari il giorno 16 aprile, anche in questo caso su invito di Legambiente Sardergna.

Con la presente Le chiediamo, nell’occasione di questa nostra seconda visita, un incontro per poterLe sottoporre le nostre valutazioni e proposte per scongiurare definitivamente il rischio che l’area possa essere compromessa da massicci interventi edificatori, e poter conoscere – alla luce del recente Odg del Consiglio Regionale della Sardegna  – quali interventi la Giunta da Lei presieduta intenda intraprendere per fare di Tuvixeddu-Tuvumannu un grande Parco Archeologico-Paesaggistico in applicazione al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

 

Cordiali saluti, 

Sen. Roberto Della Seta

On. Fabio Granata

On. Guido Melis

Sen. Francesco Sanna

On. Amalia Schirru


Lettera aperta di Giorgio Macciotta e Guido Melis al segretario regionale Pd Silvio Lai. Sassari, 27 marzo 2010.

marzo 31, 2010

Caro Silvio, abbiamo deciso di inviarti qualche nostra riflessione sullo stato del partito in Sardegna, sul progressivo complicarsi della sua gestione interna, e di esprimerti le nostre vivissime preoccupazioni.

Come sai siamo stati entrambi, immediatamente dopo la tua elezione, tra coloro che, pur non avendoti votato, hanno deciso di scommettere sulla tua capacità di svolgere un ruolo di aggregazione delle culture e di rinnovamento dei gruppi dirigenti del Partito che, con un voto espresso non solo dagli iscritti, eri stato chiamato a dirigere.

Abbiamo operato in questa prospettiva  (che ha trovato un suo riscontro nella faticosa ricerca dell’unità interna realizzata a Sassari e provincia) ma non possiamo nasconderti che cresce in noi la preoccupazione per una gestione che, in particolare in relazione al prossimo delicato appuntamento elettorale, rischia di chiudere ad ogni apertura e di risolversi in un incomprensibile ricerca dell’equilibrio a tavolino tra “notabili” delle principali componenti costitutive del PD.

Brevemente il quadro come appare a noi.

Lo strumento delle primarie come elemento di apertura del partito e dei suoi gruppi dirigenti non solo non è valorizzato ma anzi viene apertamente osteggiato, anche in dispregio dello Statuto: i casi di Nuoro (elezioni provinciali) e di Portotorres (elezioni comunali) indicano i guasti che da tale scelta possono derivare.

In almeno tre consultazioni provinciali le primarie potrebbero essere invece il modo per dare slancio in situazioni di oggettiva difficoltà. Pensiamo al Sulcis Iglesiente (dove occorre sostituire il Presidente uscente, disinvoltamente passato alla coalizione di centro destra); a Cagliari (le vicende extra politiche, impongono, come minimo, anche se si decide la ricandidatura del Presidente uscente, una sua legittimazione attraverso primarie); a Sassari (dove, per cancellare l’impressione che le modalità di delegittimazione del Presidente uscente siano la conclusione di una congiura di palazzo, primarie partecipate sarebbero non solo formalmente dovute ma politicamente più che opportune).

Ci appare invece evidente il tentativo di risolvere questi obbiettivi problemi politici attraverso mediocri accordi tra correnti e gruppi, mirati, soltanto, a ricostituire gli equilibri di potere interni alla ristretta maggioranza del partito. Addirittura è in atto, in una bozza di regolamento che si propone di approvare a giochi già iniziati (il che è quanto meno scorretto), il tentativo di limitare l’accesso alle primarie di coalizione ad un  solo candidato per volta del Partito democratico.

Il rischio di una demotivazione di militanti e simpatizzanti, di una coalizione non coesa è in questo contesto assai forte. Ne cogliamo già le avvisaglie negli umori del nostro elettorato.

È del tutto assente, infatti, nella gestione della maggioranza del Partito, qualsiasi attenzione alle proposte della minoranza e, soprattutto, all’esigenza di costruire una coalizione coesa, anche aprendosi a candidature, per i vertici apicali e per le assemblee, che siano espressione più compiuta di effettive competenze e di rinnovamento. Solo una simile linea, assunta con coerenza e determinazione, sviluppata alla luce del sole, potrebbe consentirci di scegliere, attraverso le primarie (statutariamente previste e elemento distintivo del nostro Partito) candidati a quel punto unanimemente condivisi e, soprattutto, percepiti dall’elettorato come estranei a mediocri lottizzazioni e riposizionamenti dei gruppi dirigenti ristretti del PD.

Siamo certi, caro Silvio, che comprenderai la nostra preoccupazione, che, come capirai, è anche attenta ai riflessi nazionali del turno elettorale sardo. Se, come tutto fa prevedere e come ci auguriamo, le elezioni regionali nella penisola segneranno un ulteriore passo del declino del berlusconismo, sarebbe davvero grave che la prova d’appello a un mese di distanza, le provinciali in Sardegna, si concludesse con un segno diverso.

             Giorgio Macciotta

             Guido Melis