Il parco non può attendere

aprile 27, 2010

17.04.2010

CAGLIARI. L’immagine è da cartolina: un panorama mozzafiato, che abbraccia Tuvumannu e Tuvixeddu. Da via Castelfidardo il presidente di Legambiente Vincenzo Tiana, il senatore Roberto Della Seta (già presidente nazionale di Legambiente), la deputata Amalia Schirru e il consigliere regionale Chicco Porcu (tutti e tre del Pd) hanno ribadito l’attenzione per la formazione del parco di Tuvixeddu-Tuvumannu. Secondo l’associazione ambientalista dovrebbe andare da via Is Mirrionis sino a via Sant’Avendrace, «in modo da comprendere anche Tuvumannu. Dopo l’approvazione dell’ordine del giorno unitario per la creazione di un grande parco regionale – ha informato Tiana – ora presenteremo un’ipotesi di planimetria alla Regione, chiedendo di non far costruire gli edifici previsti su Tuvumannu e di bloccare i lavori della strada del tunnel che dovrebbe poi passare per il canyon».  Si dovrebbe tenere la settimana prossima, invece, un incontro tra il presidente della Regione Ugo Cappellacci e alcuni parlamentari, sardi e non, che hanno sollecitato il governatore a un confronto sul futuro di Tuvixeddu-Tuvumannu. Lo ha annunciato ieri il senatore Della Seta che ha assunto questa iniziativa assieme ai parlamentari Amalia Schirru, Guido Melis e Francesco Sanna (tutti del Pd). «Cappellacci ha risposto l’altro ieri alla richiesta di incontro per sollecitare l’attuazione dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale sul futuro dell’area archeologica. Il governatore – ha spiegato il senatore – si è reso disponibile a un incontro a Roma».  L’importanza della nascita del parco Tuvixeddu-Tuvumannu è ormai acquisita anche a ivello internazionale data la presenza della necropoli punico romana più grande del Mediterraneo. «Noi – ha continuato Della Seta – chiederemo al presidente di bloccare i lavori della Coimpresa, ripresi dopo la sentenza del Tar Sardegna. Rispetto a luglio ascorso, l’ultima mia visita a Tuvixeddu, devo infatti constatare con rammarico che in via Is Maglias sono già stati costruiti due degli otto palazzi previsti. La mia impressione è che non ci sia più tempo. E credo che la questione non possa essere risolta solo per via giudiziaria. Noi chiederemo al governatore Cappellacci che intervenga per sospendere i lavori che si stanno facendo. Ma siamo consapevoli che bisognerà agire anche in termini finanziari per risarcire chi ha avuto le concessioni, indipendentemente dal fatto che queste siano giuste o sbagliate. Ed è per questo che pensiamo debba esserci uno sforzo sia della Regione che del ministero competente».  Su Tuvixeddu e Tuvumannu, ricorda Schirru, «nel 2000 venne firmato un accordo di programma tra Regione, Comune e Coimpresa per una lottizzazione integrata. Assieme ai colleghi sardi abbiamo fatto due interrogazioni, ma alla seconda (del febbraio del 2010) il ministro Sandro Bondi non ha risposto. Ora chiediamo di accelerare la proposa di perimetrazione del parco regionale e di sostenere l’aspetto finanziario per i risarcimenti. Anche il governo centrale di Roma deve fare la sua parte». Su questo aspetto, Chicco Porcu ha precisato che una parte dei fondi per l’acquisizione delle aree potrebbe essere inserita nel collegato alla Finanziaria regionale, in aula a maggio, o inserita nel testo che modifica la legge sull’edilizia di novembre.  Tiana ha poi ribadito che, «al contrario di quanto si afferma, l’area punica non riguarda solo Sant’Avendrace. In via Is Maglias i lavori della facoltà di Ingegneria sono stati autorizzati dalla Sovrintendenza con esclusione di un blocco di roccia con tombe puniche e di una cava romana. E proprio in quel punto oggi l’archeologo Stiglitz terrà una lezione sulla storia della presenza punica in Sardegna».

La Nuova Sardegna


Lettera Al Presidente della Regione Autonoma della Sardegna

aprile 14, 2010

02.04.2010

On. Ugo Cappellacci

S.P.M.

Oggetto: Richiesta d’incontro sull’area archeologico-paesaggistica di Tuvixeddu.

Egregio Presidente,

Le scriviamo in riferimento alle problematiche della tutela e valorizzazione del complesso morfologico dei colli di Tuvixeddu-Tuvumannu, sul quale noi sottoscritti Parlamentari abbiamo dato vita dal 2008 ad un Osservatorio parlamentare per coordinare le iniziative rivolte a salvaguardare l’integrità e la fruibilità del sito, svolgendo un primo sopralluogo sempre nel novembre 2008, su richiesta dell’Associazione Legambiente Sardegna, accompagnati dall’archeologo Alfonso Stiglitz. Il sopralluogo interessò le zone di S. Avendrace, Is Maglias e la sommità del colle di Tuvixeddu. Infine fu effettuata una visita alla mostra tematica dei reperti della necropoli fenicio-punica, allestita nel Museo Archeologico Nazionale. All’Osservatorio ha aderito anche il deputato  Fabio Granata, con il quale si svolse una visita nell’area lo scorso 3 luglio.

Per approfondire la questione, fin da allora da noi ritenuta di rilevanza nazionale per la eccezionale e rara compresenza di peculiarità archeologiche, paesaggistiche e storico-culturali in un compendio esteso per oltre 60 ettari nel cuore della vostra città, torneremo a Cagliari il giorno 16 aprile, anche in questo caso su invito di Legambiente Sardergna.

Con la presente Le chiediamo, nell’occasione di questa nostra seconda visita, un incontro per poterLe sottoporre le nostre valutazioni e proposte per scongiurare definitivamente il rischio che l’area possa essere compromessa da massicci interventi edificatori, e poter conoscere – alla luce del recente Odg del Consiglio Regionale della Sardegna  – quali interventi la Giunta da Lei presieduta intenda intraprendere per fare di Tuvixeddu-Tuvumannu un grande Parco Archeologico-Paesaggistico in applicazione al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

 

Cordiali saluti, 

Sen. Roberto Della Seta

On. Fabio Granata

On. Guido Melis

Sen. Francesco Sanna

On. Amalia Schirru


Montecitorio. Interrogazione dei deputati sardi del Pd al ministro dei Beni culturali: «Colle da tutelare»

marzo 2, 2010

18.02.2010

«Le autorizzazioni paesaggistiche restino nella gestione della Sovrintendenza»

Tuvixeddu di nuovo in Parlamento. Otto deputati del Pd, primo firmatario Guido Melis, hanno presentato al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi un’interrogazione per chiedergli di smentire le voci su una possibile proroga del regime transitorio sulle autorizzazioni paesaggistiche, scaduto nel dicembre scorso. Secondo gli interroganti, la proroga restituirebbe al Comune la competenza sulle autorizzazioni per i progetti edilizi di Coimpresa sul colle di Tuvixeddu. Mentre, ricordano i firmatari del documento (oltre a Melis, Amalia Schirru, Antonello Soro, Caterina Pes, Giulio Calvisi, Paolo Fadda, Siro Marrocu e Arturo Parisi) dal 1 gennaio scorso le autorizzazioni devono essere rilasciate dalla regioni in base a un parere vincolante delle soprintendenze per i Beni architettonici e paesaggistici. Le voci insistenti “provenienti da ambienti ministeriali”, scrivono i deputati, sull’eventuale proroga del vecchio regime «gettano discredito sull’istituzione e alimentano sospetti su un provvedimento di portata nazionale che sarebbe emesso per favorire l’edificazione dell’area di Tuvixeddu, iniziativa giudicata devastante dall’intero mondo della cultura». Al ministro gli esponenti dell’opposizione chiedono anche quali iniziative intenda assumere «per garantire definitivamente la piena tutela dei valori culturali e paesaggistici posti a rischio nel caso di Tuvixeddu». Dopo vari passaggi alla giustizia amministrativa, quasi tutti a favore di Coimpresa, qualche settimana fa il Consiglio di Stato ha ritenuto legittimo il primo decreto di annullamento dell’autorizzazione comunale firmato dalla Soprintendenza.

Il Sardegna


SARDEGNA TUVIXEDDU – Guido Melis: «Ora serve un atto di tutela pubblica»

marzo 2, 2010

09.02.2010

CAGLIARI. «A questo punto penso sia necessario procedere a un atto di tutela pubblica di Tuvixeddu: farù in tal senso un’interrogazione al ministro competente», afferma il parlamentare del Pd Guido Melis commentando la sentenza del Consiglio di Stato e quella che proscioglie la Giunta guidata da Renato Soru dall’accusa di irregolarità avanzate dalla Coimpresa. Soddisfatto per l’ultima sentenza anche Fausto Martino, il soprintendente ai Beni architettonici, che nell’agosto del 2008 annullù le due autorizzazioni paesaggistiche date dal Comune alla Coimpresa, poi ripristinate dal Tar e successivamente cassate per incompletezza dal Consiglio di Stato. «Ora io non sono piì a Cagliari, ma una valutazione di merito sulla lottizzazione la sovrintendenza l’ha già fatta ed è negativa. E le future richieste di autorizzazione paesaggistica andranno viste all’interno di questo quadro». La Regione da parte sua, spiega l’assessore regionale Lucia Baire (Cultura), «ha attivato un tavolo di lavoro regionale con tutti gli assessorati competenti e le sovrintendenze locali». Come preocederete ora? «Premesso che partiamo dalla tutela e conservazione del bene pubblico della necropoli di Tuvixeddu, cercheremo una soluzione che rispetti tutti i diritti delle parti in campo ». Per il sindaco di Cagliari Emilio Floris «la morale è che oggi non abbiamo ancora un parco. Come Municipio siamo disposti a discutere: avevamo ipotizzato che la strada fosse sotterranea e non passasse per il canyon e di non edificare nel catino». Per Vincenzo Tiana, responsabile regionale di Legambiente, invece «la sentenza del Consiglio di Stato renderà molto piì problematico, per il Comune, avere le concessioni. Per questo non ci sembra corretto che la Coimpresa metta in vendita anche case per le quali non ha ancora le autorizzazioni paesaggistiche».

La Nuova Sardegna 09/02/2010