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05.11.2009 Carceri, Melis (Pd): Contrarissimi a riapertura Asinara05 NOV (Velino) – ‘Siamo contrarissimi all’ipotesi prospettata dal ministro Maroni di riaprire il carcere dell’Asinara, sarebbe una scelta molto grave. Gia’ da tempo in Sardegna stiamo discutendo come rilanciare questa stupenda isola che un patrimonio enorme di tutti noi”. Lo ha detto Guido 05.11.2009 CARCERI: MELIS “CONTRARISSIMI A RIAPERTURA ASINARA”ROMA (ITALPRESS) – “Siamo contrarissimi all’ipotesi prospettata dal ministro Maroni di riaprire il carcere dell’Asinara, sarebbe una scelta molto grave. Gia’ da tempo in Sardegna stiamo discutendo come rilanciare questa stupenda isola che un patrimonio enorme di tutti noi”. Lo afferma Guido Melis, deputato sardo del Pd e membro della commissione Giustizia della Camera. sat/com 05-Nov-09 19:53 NNNN 02.11.2009 CARCERI: MELIS-TOUADI(PD),ALLARME DA TERAMO DOPO CASO CUCCHI (ANSA) – ROMA, 2 NOV – ‘Restiamo allibiti nel sentire su internet l’audio del breve ma sconvolgente colloquio tra due guardie carcerarie del carcere di Teramo, nel quale si fa esplicita menzione al pestaggio di un detenuto’. Lo dichiarano i deputati del Pd Guido Melis e Jean-Leonard Touadi, membri della commissione giustizia della Camera, in una nota congiunta. 02.11.2009 Carceri, Melis-Touadi’: Pestaggi a Teramo, e’ allarme degrado Roma, 02 NOV (Velino) – “Restiamo allibiti nel sentire su internet l’audio del breve ma sconvolgente colloquio tra due guardie carcerarie del carcere di Teramo, nel quale si fa esplicita menzione al pestaggio di un detenuto”. Lo dichiarano i deputati del Pd Guido Melis e Jean-Leonard Touadi, membri della commissione giustizia della Camera, in una nota congiunta. “A solo pochi giorni di distanza dal caso di Stefano Cucchi – continuano -, il ragazzo arrestato dai carabinieri e restituito ai familiari cadavere, coi segni inequivocabili di gravi percosse in ogni parte del corpo, ecco ora un altro segnale allarmante. Insomma: cosa sta succedendo nelle carceri italiane? Temiamo che la situazione di sovraffollamento (63 mila detenuti quando se ne potrebbero ospitare a stento 43 mila), le drastiche riduzioni di personale e altre gravi ristrettezze stiano dando luogo a una tragica degenerazione di quelle condizioni minime di rispetto dell’uomo cui dovrebbe ispirarsi l’applicazione della pena”. 28.10.2009 CARCERI: INIZIATIVA BIPARTISAN, SI FACCIA LUCE SU MORTE CUCCHI(AGI) – Roma, 28 ott. – “Come e’ morto Stefano Cucchi? Da una caserma dei carabinieri al Tribunale, da Regina Coeli al reparto detentivo del ‘Pertini’: punti oscuri, mancate risposte, negligenze e responsabilita’”. Questo il tema di una conferenza stampa che si terra’ domani al Senato sul caso Cucchi. L’incontro, organizzato dall’associazione ‘A Buon Diritto’ si svolgera’ domani alle 12 presso la sala stampa di palazzo Madama: parteciperanno Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, Fabio Anselmo, legale della famiglia, Luigi Manconi, Presidente di A Buon Diritto. 08.10.2009 Bocciato il lodo Alfano, viola gli articoli 3 e 138 della Costituzione. Le reazioni in SardegnaLe reazioni in Sardegna. Renato Soru, ex presidente della Regione, consigliere regionale del Pd: “La legge è uguale per tutti”. Guido Melis, deputato del Pd: “Come volevasi dimostrare. Il Lodo Alfano, cioè lo scudo per impedire i processi di Berlusconi, è incostituzionale. Lo avevamo detto sino alla nausea, noi del Pd, in tutte le sedi e in particolare in parlamento. Ora la Corte boccia il Lodo perché viola il principio di eguaglianza e comunque non avrebbe potuto essere adottato se non ricorrendo alla particolare procedura della legge costituzionale. Siamo ancora uno Stato di diritto, dunque. Dove i cittadini sono tutti eguali davanti alla legge e non è vero – come ha detto ieri l’avvocato del premier Ghedini – che la legge si deve applicare in modo diseguale”. 07.10.2009 Ghedini, Pecorella e la nobile arte di salire sugli specchiGli avvocati del premier si stanno esibendo in un gioco retorico privo di fondamento: sostenere che la Costituzione si possa adattare alle necessità di una sola persona Come si fa a sostenere e magari far sentenziare che (cito testualmente l’avvocato Ghedini) «la legge è eguale per tutti ma non sempre lo è la sua applicazione»? L’avvocato Gaetano Pecorella è stato ieri un maestro in questo genere di esercizio retorico, altrimenti definibile come arrampicata in stile libero sugli specchi. Secondo l’avvocato del presidente del Consiglio la forma di governo in Italia è negli ultimi anni drasticamente cambiata. In virtù della legge elettorale sulla cui scorta votiamo liste con indicazione in testa del candidato premier, la figura del presidente eletto è diventata “apicale”, profondamente diversa da quella tradizionale del vecchio presidente del Consiglio ( primus inter pares). Discende da questa trasformazione di fatto un di più di garanzie (e tutele) del quale il premier dev’essere necessariamente munito. Egli pertanto non può più essere processato, per lo meno nel periodo di esercizio della carica, il che giustificherebbe pienamente il Lodo Alfano che direttamente lo protegge. Tesi suggestiva, che certo coglie una dinamica della prassi istituzionale sotto gli occhi di tutti. Tra Prima e Seconda Repubblica (posto che questa distinzione giornalistica sia valida sul piano giuridico) il sistema politico si è evoluto (o involuto) nella direzione indicato da Pecorella. Ma il sistema costituzionale? Si consenta, ci consenta l’ardito arrampicatore sugli specchi, di dubitarne. L’Italia è e resta – a rigore di Costituzione vigente, sinché non decidiamo di adattarla (e nelle forme dovute) – una Repubblica parlamentare. Il presidente “eletto” (come amano dire i neopresidenzialisti) riceve l’incarico dal capo dello Stato e deve ottenere il voto (e poi il costante sostegno) della maggioranza parlamentare. Se perde questa maggioranza, e cade, non è automatico che si ritorni alle urne, ma spetta al presidente della Repubblica sperimentare se esistano nel quadro politico altre soluzioni. Può non piacere (non piace a molti, e non necessariamente solo a destra) ma tale è la forma di governo vigente, ed è per questo motivo che non si possono inventare forme di tutela o immunità penali che la Costituzione esclude, in particolare per reati extrafunzionali. I Ghedini, i Pecorella vorrebbero convincerci che è la politica, con la forza delle sue investiture popolari e delle sue maggioranze, a disegnare le regole del gioco, forgiandole ogni volta a seconda del profitto del vincitore. Non è così, invece, sin quando vigono la divisione dei poteri e il regime parlamentare: le regole sono sacre, e non sono nella disponibilità della maggioranza del momento, per quanto essa possa apparire forte e duratura. E lo Stato di diritto, con buona pace degli avvocati del premier, è ancora, per fortuna, una realtà vitale. Di Guido Melis, Deputato Pd e docente di Storia delle Istituzioni all’Università la Sapienza di Roma 03.10.2009 Guido Melis in piazza per manifestare per la libertà di stampa04.07.2009 Le sfide del PD in Italia e in SardegnaIdentità, partito, contenuti: gli interventi di Guido Melis alla scuola estiva di formazione politica dell’associazione TrecentoSessanta Sardegna, tenutasi venerdì 3 e sabato 4 luglio 2009 presso il Telis Village di Arbatax, in Ogliastra.
Marco Meloni, segretario nazionale di TrecentoSessanta e Guido Melis, presidente di TrecentoSessanta Sardegna
12.05.2009 Il deputato Guido Melis, ospite della trasmissione .DEM per parlare del ddl sicurezzaPrima Parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
L’EDITORIALEQualche idea e poche riflessioni sul dopo-congressoNoi non correremo in soccorso del vincitore. Io no, per lo meno. Assicureremo tuttavia a Pier Luigi Bersani (e in Sardegna a Silvio Lai) tutta la collaborazione senza riserve che si deve a chi legittimamente dirige il Partito democratico.
IMMIGRAZIONE
09.10.2009 Romeni, Melis (PD): <<Razzismo in crescita: un pericolo>>
“Nel giro di pochi giorni alcuni episodi rimasti fuori dalle cronache giornalistiche segnalano la discriminazione, serpeggiante ma crescente, che sembra colpire la comunità romena in tutti i settori ed in tutte le attività, anche le più diverse tra loro”, denuncia il deputato PD, Guido Melis, presidente dell’Associazione Parlamentare “Amici della Romania”. “A Roma, nella prestigiosa Biblioteca Nazionale, – prosegue Melis – un <<curioso equivoco>> ha impedito qualche giorno fa ad una cittadina romena da dieci anni residente in Italia di accedere al prestito dei libri. Nel negarle questo diritto l’addetto le ha addirittura chiesto di esibire il contratto di lavoro (!). Solo dopo le proteste qualificate provenienti da diverse parti la Biblioteca è tornata sui suoi passi, ammettendo di avere fatto un errore.”
Più grave, la circolare della Fastweb di Bologna a tutti i rivenditori autorizzati dell’Emilia Romagna. Nel documento datato 19 settembre 2009, l’azienda blocca tutte le vendite di abbonamenti FastWeb Mobile ai cittadini romeni. Richiesta di spiegare questa discriminazione di un’interra nazionalità, la responsabile ha parlato di frequenti frodi e di un’organizzazione romena in esse implicata. Ma si può colpire nel mucchio tutta una comunità di persone oneste, solo per qualche caso isolato di delinquenza? Come se, per la presenza della camorra, si criminalizzassero tutti i napoletani.
Sono due episodi forse piccoli, ma rivelatori di un clima sempre più preoccupante. Nei bagni del Tribunale Penale di Roma, l’edificio dove si dovrebbe amministrare la giustizia, qualcuno ha scritto anonimamente la frase “Brucia il romeno!”. Si sa, la madre dei cretini è sempre incinta, ma quello che lascia sorpresi è che nessuna autorità, pure avvertita, cancelli quella orribile scritta. Se poi non bastasse, la sera del 25 settembre, a Montecompatri, nel Lazio, è stato dato alle fiamme un pullman di una compagna romena. L’autista, che dormiva sul mezzo, ha rischiato di morire, subendo ustioni su gran parte del corpo. “ “Ecco alcuni risultati” – conclude indignato il deputato PD – “della lunga campagna mediatica (e soprattutto politica) portata avanti metodicamente contro la comunità romena in Italia. E parliamo solo di pochi giorni. Invito tutte le forze politiche e tutti gli operatori dell’informazione ad avere un atteggiamento più responsabile.”
05.10.2009 Arezzo: Giovani RoMeni ora RoPiù consapevoli
22.09.2009 Guido Melis firma la proposta di legge sulla cittadinanza“La proposta di legge Sarubbi – Granata, firmata da 10 deputati del PD, 10 del PDL, 5 di IdV e 5 dell’UDC, rappresenta un’iniziativa parlamentare di estrema importanza per avviare a soluzione quello che sarà il problema dell’Italia dei prossimi anni: il riconoscimento come cittadini italiani degli immigrati e dei loro figli”, dichiara in una nota il deputato PD, Guido Melis. “Essendomi finora impegnato a favore dell’integrazione delle varie comunità straniere, ho trovato naturale aderire tra i primi alla proposta” – conclude la nota.
17.09.2009 Guido Melis incontra il premier romeno Emil BocOggi, 17 settembre, il presidente della sezione Italia-Romania dell’Unione Interparlamentare on. Guido Melis ha brevemente incontrato il primo ministro della Romania Emil Boc, in visita alla Camera presso il presidente Fini. Il presidente Boc ha invitato l’on. Melis a Bucarest, nella prossima occasione del summit italo-romeno del 2010. PD20.10.2009 «Sì a Francesca Barracciu e al modello di sviluppo tracciato da Soru»SASSARI. Due sole liste, «perchè vogliamo che i nostri candidati siano eletti». Un parlamentare, Guido Melis, e il capogruppo del Pd in Regione, Mario Bruno, a guidare una pattuglia formata soprattutto da under 50. Un progetto: riprendere la strada tracciata da Renato Soru.
21.09.2009 Franceschini: «Più coraggio in politica»Attacco dell’ex presidente al centrodestra: «Svende l’ambiente e chiude l’industria»SASSARI. Nonna Angiolina era di Sassari, «ecco perchè ho la testa dura». La confessione di Dario Franceschini manda per la seconda volta in visibilio il popolo del Pd, che poco prima si è spellato le mani di fronte a un Renato Soru inedito: sul palco con un balzo atletico. Il terzo boato arriva quando Franceschini e Soru si abbracciano e il segretario nazionale del Pd dice di essere «molto orgoglioso del sostegno di Renato e della candidatura di Francesca Barracciu». Donna in carne e ossa, «non come quella ragazza ritratta nel manifesto della mozione Bersani-Lai – dice il deputato del Pd Guido Melis -. Noi nelle donne ci crediamo, siamo gli unici a farlo». SARDEGNA28.10.2009 Risolta la contesa Enac-Sogeaal Decisivo l’intervento di MelisALGHERO. Un contenzioso tra l’Enac e la Sogeaal, che con un briciolo di 24.07.2009 Incendi Sardegna: Pd chiede rapido piano di intervento.Presentata interpellanza urgente alla Camera e al Senato, primi firmatari Antonello Soro e Giampiero Scanu.“Il dramma di queste ore, con la Sardegna devastata dal fuoco, intere comunità in ginocchio, cittadini uccisi dalle fiamme, patrimoni distrutti, non può essere ancora una volta fatalisticamente classificato tra i mali endemici della sfortunata storia secolare dell’isola sarda. Pur consapevoli del ripetersi ad ogni estate di questa drammatica emergenza, non si può pensare che sia impossibile trovare i rimedi, attraverso adeguate politiche di prevenzione e tempestive misure che, all’occasione, mobilitino più efficacemente tutti i poteri pubblici, le comunità locali e i cittadini. Chiediamo pertanto al governo di predisporre un rapido piano di intervento.” 20.05.2009 Pd: continuità territoriale in bilico?Alla Camera sono stati bocciati degli ordini del giorno sulla continuità territoriale presentati sia da deputati sardi del centro sinistra che dai deputati sardi di centro destra. Lo annunciano in una nota Giulio Calvisi, Paolo Fadda, Siro Marrocu, Guido Melis, Federico Palomba, Arturo Parisi, Caterina Pes ed Amalia Schirru. I deputati del pd si chiedono se il Governo si prepari “a togliere anche la continuità territoriale per i sardi: A giudicare dal voto alla Camera di oggi c’è di che essere preoccupati” . Crisi chimica Porto Torres: interrogazione deputati sardi PD.L’Eni chiarisca perché nega a Sartor i prezzi di mercato che riconosce agli indiani.Comunicato stampa di Guido Melis e Giulio Calvisi Tutti sanno che la società Vinyls Italia, dopo avere rilevato gli impianti chimici ex-Ineos di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna per mantenervi le produzioni, ha avviato le procedure fallimentari, rinunciando di fatto al proprio impegno in Italia, con grave effetto sulle sorti della produzione chimica nazionale e con drammatiche conseguenze sui livelli occupativi in particolare del Nord Sardegna;
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