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02.12.2009

No B. Day: io ci andrò 

Sabato 5 dicembre andrò anch’io, come molti militanti del Pd, in piazza San Giovanni a Roma, al No B. Day. Ho deciso di farlo dopo avere sperato invano sino ad oggi che il mio Partito, uscendo da un’incomprensibile esitazione, assumesse ufficialmente la stessa decisione. Il gruppo dirigente, invece, ha traccheggiato per un mese circa. Ha prima dichiarato che si va solo alle manifestazioni che si indicono come partito, poi che i partiti politici “fanno politica” nelle sedi deputate e non nelle piazze, poi che in fondo si può andarci ma non in via ufficiale, poi che è bene andarci ma individualmente. Sino al paradosso di Rosy Bindi che dichiara di aderire in quanto persona ma di astenersi in quanto presidente del Pd:siamo alla politica schizofrenica.
Sabato andranno in piazza i cittadini. E’ la nostra gente, quella che ci vota e ci chiede di rappresentarla. Quella che pretende da noi coerenza, comportamenti etici ineccepibili, corrispondenza tra le parole e i fatti. Quella che non ci capisce più quando corriamo dietro alla destra, ci facciamo imporre dall’avversario temi ed obiettivi e mettiamo, in nome di non quale ragion di Stato, la sordina ai valori che ci contraddistinguono.
Sono stanco di sentirmi ripetere dai maestrini falliti della politica che prendersela con Berlusconi non ci fa gioco e che dobbiamo piuttosto occuparci dei problemi reali della gente.
Certo, dobbiamo parlare della crisi, dei 2 milioni di disoccupati e dell’Italia che va a catafascio. Ma il problema della democrazia che muore giorno dopo giorno, delle istituzioni calpestate, della Costituzione tradita non ci deve interessare?
L’anomalia italiana ha cessato di essere tale? Non ci riguarda più?
Francamente dire che Berlusconi di può e deve difendere nei processi ma anche dal processi è sconcertante. Almeno per chi crede ancora nello Stato di diritto. Sarebbe bene non dimenticarselo. E forse la piazza di sabato ci aiuterà a non dimenticarcelo.

 

02.12.2009

No B-Day, Melis (Pd): Sabato anche io in piazza

Roma, 02 DIC (Velino) – “Sabato andro’ anch’io, come molti militanti del Pd, in piazza San Giovanni a Roma, al No B. Day. Ho deciso di farlo dopo avere sperato invano sino ad oggi che il mio Partito, uscendo da un’incomprensibile esitazione, assumesse ufficialmente la stessa decisione”. Lo dichiara il deputato Pd Guido Melis, secondo il quale “il gruppo dirigente ha traccheggiato per un mese circa. Ha prima dichiarato che si va solo alle manifestazioni che si indicono come partito, poi che i partiti ‘fanno politica’ nelle sedi deputate e non nelle piazze, poi che in fondo si puo’ andarci ma non in via ufficiale, poi che e’ bene andarci ma individualmente. E’ la nostra gente, quella che ci vota e ci chiede di rappresentarla. Quella che pretende da noi coerenza – termina Melis -, comportamenti etici irreprensibili, corrispondenza tra le parole e i fatti”. (com/gas) 021507 DIC 09 NNNN

26.11.2009

CUCCHI: MELIS, BUROCRATISMO TRA CAUSE MORTE STEFANO

(ANSA) – ROMA, 26 NOV – ‘La nostra impressione e’ che nell’ area detenuti dell’ospedale Sandro Pertini la burocrazia si affermi sulla ragione umana e sul buonsenso. E’ il burocratismo una delle ragioni della morte di Stefano Cucchi’. E’ quanto ha detto nel corso di una conferenza stampa alla Camera il parlamentare Guido Melis, che questa mattina, insieme con i colleghi Renato Farina, Melania Rizzoli, Rita Bernardini e Jean-Leonard Touadi’ ha visitato la struttura detentiva dell’ ospedale dove lo scorso 22 ottobre e’ morto Stefano Cucchi, parlando con medici, infermieri e responsabili.
Melis e Rizzoli hanno riconosciuto come, sebbene in sottorganico, la struttura sia ‘piu’ che dignitosa e mediamente molto pulita, con camere singole che differiscono da quelle d’ospedale solo per la porta ferrata’. Ma ci sono punti poco chiari, ha affermato Melis, in particolare ‘il tempo che trascorre tra la morte di Cucchi e l’avviso alla famiglia, per cui non ci sono state date spiegazioni convincenti’ e ‘il mancato accesso dei parenti alle informazioni sullo stato di salute di Stefano’. ‘Ho chiesto da settimane copia del famoso protocollo Amministrazione penitenziaria-Asl che lo vieterebbe – ha detto il coordinatore del comitato ‘Verita’ per Stefano Cucchi’ Luigi Manconi – ma non ce n’e’ traccia. Ho il timore che tutti lo citino, ma che esso non esista’.(ANSA).

24 11.2009

Carcere Alghero sul tavolo di Alfano

Dettagliata interrogazione sulle condizioni in cui versa la struttura penitenziaria di Alghero, presentata al Ministro della Giustizia dall´onorevole sassarese del Partito democratico Guido Melis

ALGHERO – Il Carcere circondariale di Alghero, come gran parte degli istituti penitenziari sardi, versa in condizioni critiche, specialmente per le gravi deficienze che vi si riscontrano nel personale addetto, in particolare, oltre che negli educatori e negli pscicologi, in quello della Polizia penitenziaria. A scrivere al Ministro della Giustizia Angelino Alfano, dopo le lamentele dei sindacati di polizia penitenziaria, è l’onorevole sassarese Guido Melis, che lunedì ha presentato una dettagliata interrogazione in Parlamento.

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19.11.2009

 

Il ministro Alfano ed il processo “interruptus”

 

Intervento in aula sulla question time del PD

 

Signor Presidente, signor Ministro, noi siamo radicalmente insoddisfatti e anche un po’ stupiti, perché Lei ci ha detto praticamente tutto quello che succedeva nel passato (e siamo d’accordo che la situazione ha una sua patologia che va affrontata, vedremo poi come), ma non sa assolutamente quello che accadrà con il provvedimento in esame. Il Ministro della giustizia è all’oscuro: si va avanti così! Non so che Paese siamo, un Paese dove si fa un provvedimento di questa portata e non si sa quali saranno i processi che verranno fermati, quanti saranno fermati, se perderemo interi processi.
Questo è un provvedimento che avete abilmente chiamato del processo breve: ma quale processo breve? Questo è il processo interruptus, signor Ministro, questo è un provvedimento che mira a bloccare i processi, a non farli fare e che crea quindi un vulnus gravissimo sul piano della giustizia, con aspetti anche di incostituzionalità molto evidenti.
Mi sarei aspettato che Lei avesse fatto in questa occasione il Ministro della giustizia, ci avesse dato dei numeri: i Suoi uffici devono avere contezza di quanto accade quando un provvedimento viene presentato. Invece ci viene a dire che non sappiamo che cosa accade, che lo sapremo in futuro: ma il provvedimento è in discussione da tanto tempo, se ne è parlato sui giornali in molte sedi improprie da almeno un mese a questa parte. In Commissione giustizia abbiamo chiesto il Suo intervento ripetutamente: Lei non è venuto; se fosse venuto forse avremmo potuto discuterne prima, avremmo potuto mettere in atto prima le indagini di cui lei parla e avremmo potuto forse avere questi dati fondamentali per poter decidere.
Il Parlamento dovrebbe affrontare tale disegno di legge all’oscuro, senza sapere quello che accadrà. Penso che questo provvedimento miri esclusivamente ad uno scopo e sappiamo qual è: bloccare determinati processi che riguardano il Presidente del Consiglio dei ministri; ed è gravissimo che si crei un vulnus così profondo alla certezza del nostro diritto, al nostro sistema processuale, strumentalizzando una situazione grave che va affrontata in termini di organizzazione della giustizia! Bisogna spendere di più, bisogna fare più organizzazione, bisogna avere più risorse per la giustizia, e non tagliarle, come fate invece quotidianamente.

 

19.11.2009

 

Presidente ventriloquo al Senato

 

Quando ero ragazzo, il presidente del Senato si chiamava Cesare Merzagora. Era un signore alto, segaligno, vestito di scuro. Parlava poco. Sorrideva anche di meno. Si definiva il notaio della Repubblica. Incuteva in amici e avversari unanime rispetto. Faccio fatica ad accostare a questo ricordo l’immagine dell’attuale presidente Renato Schifani. Il quale, in assenza del Capo dello Stato, quando cioè dovrebbe esprimere nella sua persona il massimo della neutralità e della solennità delle istituzioni, se ne esce con dichiarazioni estemporanee, tutte interne al gioco politico, sul fine legislatura prossimo venturo. È come se in una partita di calcio l’arbitro giocasse per una delle due squadre e facesse gol. Come se un giudice (visto che di giudici è di moda discutere, a sproposito) scendesse dal suo scranno per indossare la toga dell’avvocato. Per di più Schifani non parla per sé. Lascia intuire (e lascia che si dica) che dietro c’è qualcun altro, un dante causa potentissimo, che lo ispira e poi magari (come è accaduto) lo smentisce. Come definirlo, dunque, questo curioso presidente del Senato? Un portavoce? Un ventriloquo? L’agenzia di stampa del premier?
Così, giorno dopo giorno, si sgretolano le istituzioni, anche le più alte. Con la scusa che la costituzione materiale prevarrebbe su quella formale (la Carta solennemente firmata dai padri costituenti) tutto diventa lecito: maggioranze prone al governo, parlamenti che non legiferano ma si riducono a votare la fiducia, ministri senza più autonomia, «partiti del predellino» senza congressi e senza democrazia interna. Nel deserto delle istituzioni, conta solo il volere di uno.

 

L’Unità

 

15.11.2009

 

Il crepuscolo Berlusconi
La primavera Bersani

 

Provengono dal centrodestra scricchiolii sinistri. La calotta artica, il pack polare del berlusconismo si sta incrinando. Cadrà con gli inamovibili capelli finti di Berlusconi? Non subito forse, ma lo scioglimento del ghiacciaio è già iniziato.
Lo capiscono gli alleati di sempre, lo intuiscono persino i peones fedelissimi, i tanti gregari con le orecchie sempre tese agli umori e ai malumori del padrone. I primi tendono a smarcarsi, giustamente preoccupati del poi. Cercano uscite di sicurezza: se il castello cade, non vogliono finire sotto le macerie. Ragionano così, con tutta evidenza sebbene in modi molto diversi tra loro, Gianfranco Fini e Giulio Tremonti.

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15.11.2009

 

Petizione per l avvicinamento dei detenuti

 

SASSARI. Una petizione perché Bruno Bellomonte e i detenuti che si trovano nelle sue condizioni possano godere di un trattamento degno di uno stato democratico e le loro famiglie e i legali non siano costretti a spese notevoli per tenere i contatti con loro. L’ha predisposta il Comitato territorialità della pena, che l’ha presentata nella libreria Odradek.

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13.11.2009

INTERCETTAZIONI: A SASSARI CONVEGNO SU DDL ALFANO E STAMPA

intercettazioni(AGI) – Sassari, 13 nov. – Se la legge Alfano sulle intercettazioni fosse stata in vigore ai tempi di Mani pulite, il pool di Milano non avrebbe potuto lavorare per scoprire la corruzione del Paese nei primi anni Novanta. L’hanno detto oggi a Sassari i deputati Guido Melis e Donatella Ferranti (PD) e Federico Palomba (IdV), assieme a Elias Vacca, responsabile nazionale Giustizia del PdCI, presentando in una conferenza stampa il convegno “Intercettazioni, ddl Alfano e liberta’ di stampa”, che si terra’ stasera nella sala conferenze dell’hotel Grazia Deledda a Sassari.
  Il convegno, organizzato da Partito Democratico e Italia dei Valori e cui partecipera’ anche l’europarlamentare Luigi De Magistris (IdV), analizzera’ gli effetti del disegno di legge sulla Giustizia, approvato dalla Camera e in arrivo al Senato.
  “Il provvedimento, passato a colpi di fiducia come da prassi per questo governo – ha ricordato Melis – rappresenta un attacco grave alla liberta’ di stampa e alla democrazia”. Il convegno di oggi, hanno spiegato gli organizzatori, non nasce “per caso, ma da una congiunzione fortunata sviluppata nel lavoro della commissione Giustizia della Camera”, di cui Palomba e’ vicepresidente. In quella sede, ha aggiunto lo stesso deputato dell’Italia dei Valori, e’ emersa una volonta’ comune di rappresentare, anche attraverso incontri come quello odierno, la contrarieta’ delle opposizioni a questo modo di governare, inteso come una vera “emergenza democratica”.
  Interverranno ai lavori, dalle 16, anche la giornalista Maria Francesca Chiappe, presidente dell’Unione Cronisti Sardi e Giommaria Uggias, europarlamentare dell’Italia dei Valori.
  Presentera’ l’avvocato Giovanni Isetta, responsabile Giustizia del Pd per Sassari e Provincia. L’incontro sara’ moderato da Alberto Statera, giornalista di Repubblica.

AGI

 

13.11.2009

Ci spacciano solo l’ennesimo lodo

Dicono: «per ridurre i tempi dei processi». Ma il plurale andrebbe volto al singolare; o per lo meno riportato ai processi di un solo imputato: sappiamo chi.
È l’ennesimo Lodo, tre soli articoli, poche righe striminzite per minare i principi fondativi dello Stato di diritto. Salta (ancora una volta) l’eguaglianza tra i cittadini, discriminati due volte: a seconda che siano o meno incensurati (i primi processati, i secondi prescritti) e a seconda del tipo di reato (l’amnistia – perché di questo si tratta – è solo per i reati «economici» e «finanziari», guarda caso quelli del premier).
Dal punto di vista costituzionale balza agli occhi l’evidente irragionevolezza di dividere in due la platea degli imputati: non avremmo tutti diritto, in base all’articolo 3 della Costituzione, a un processo celere, oltre che giusto?

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05.11.2009

Carceri, Melis (Pd): Contrarissimi a riapertura Asinara

05 NOV (Velino) – ‘Siamo contrarissimi all’ipotesi prospettata dal ministro Maroni di riaprire il carcere dell’Asinara, sarebbe una scelta molto grave. Gia’ da tempo in Sardegna stiamo discutendo come rilanciare questa stupenda isola che un patrimonio enorme di tutti noi”. Lo ha detto Guido
Melis, deputato sardo del Pd e membro della commissione Giustizia della Camera. (com/glv) 051952 NOV 09 NNNN

05.11.2009

CARCERI: MELIS “CONTRARISSIMI A RIAPERTURA ASINARA”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo contrarissimi all’ipotesi prospettata dal ministro Maroni di riaprire il carcere dell’Asinara, sarebbe una scelta molto grave. Gia’ da tempo in Sardegna stiamo discutendo come rilanciare questa stupenda isola che un patrimonio enorme di tutti noi”. Lo afferma Guido Melis, deputato sardo del Pd e membro della commissione Giustizia della Camera.
(ITALPRESS).

sat/com 05-Nov-09 19:53 NNNN

02.11.2009

CARCERI: MELIS-TOUADI(PD),ALLARME DA TERAMO DOPO CASO CUCCHI

(ANSA) – ROMA, 2 NOV – ‘Restiamo allibiti nel sentire su internet l’audio del breve ma sconvolgente colloquio tra due guardie carcerarie del carcere di Teramo, nel quale si fa esplicita menzione al pestaggio di un detenuto’. Lo dichiarano i deputati del Pd Guido Melis e Jean-Leonard Touadi, membri della commissione giustizia della Camera, in una nota congiunta.
‘A solo pochi giorni dal caso di Stefano Cucchi, il ragazzo arrestato dai carabinieri e restituito ai familiari cadavere, con i segni inequivocabili di gravi percosse in ogni parte del corpo – affermano i due deputati Pd – ecco ora un altro segnale allarmante. Insomma: cosa sta succedendo nelle carceri italiane?
Temiamo che la situazione di sovraffollamento (63mila detenuti quando se ne potrebbero ospitare a stento 43mila), le drastiche riduzioni di personale ed altre gravi ristrettezze stiano dando luogo ad una tragica degenerazione di quelle condizioni minime di rispetto dell’uomo cui dovrebbe ispirarsi l’applicazione della pena’.
Touadi e Melis indicano anche responsabilita’ del governo: ‘Si continuano a non colpire i responsabili degli abusi, quasi che il carcere fosse diventata una zona franca dove i diritti costituzionali sono sospesi e i detenuti non fossero cittadini come gli altri, sebbene colpiti da una condanna (quelli che lo sono, perche’ piu’ della meta’ sono semplicemente in attesa di giudizio’. ‘Pretendiamo, nel caso Cucchi come nell’episodio di Teramo, il massimo di trasparenza – aggiungono i deputati del Pd – vogliamo sapere se l’Italia e’ diventata un Paese nel quale chi finisce in carcere, oltre a scontare come e’ giusto la pena cui e’ condannato, deve anche subire in silenzio pestaggi ed angherie di ogni genere’.(ANSA).
COM-PNZ 02-NOV-09 17:19 NNNN

02.11.2009

Carceri, Melis-Touadi’: Pestaggi a Teramo, e’ allarme degrado

Roma, 02 NOV (Velino) – “Restiamo allibiti nel sentire su internet l’audio del breve ma sconvolgente colloquio tra due guardie carcerarie del carcere di Teramo, nel quale si fa esplicita menzione al pestaggio di un detenuto”. Lo dichiarano i deputati del Pd Guido Melis e Jean-Leonard Touadi, membri della commissione giustizia della Camera, in una nota congiunta. “A solo pochi giorni di distanza dal caso di Stefano Cucchi – continuano -, il ragazzo arrestato dai carabinieri e restituito ai familiari cadavere, coi segni inequivocabili di gravi percosse in ogni parte del corpo, ecco ora un altro segnale allarmante. Insomma: cosa sta succedendo nelle carceri italiane? Temiamo che la situazione di sovraffollamento (63 mila detenuti quando se ne potrebbero ospitare a stento 43 mila), le drastiche riduzioni di personale e altre gravi ristrettezze stiano dando luogo a una tragica degenerazione di quelle condizioni minime di rispetto dell’uomo cui dovrebbe ispirarsi l’applicazione della pena”.
Touadi e Melis mettono anche in rilievo le responsabilita’ del governo: “Si continuano a non colpire i responsabili degli abusi, quasi che il carcere fosse diventata una zona franca dove i diritti costituzionali sono sospesi e i detenuti non fossero cittadini come gli altri, sebbene colpiti da una condanna (quelli che lo sono, perche’ piu’ della meta’ sono semplicemente in attesa di giudizio). Pretendiamo, nel caso Cucchi come nell’episodio di Teramo, il massimo di trasparenza: vogliamo sapere se l’Italia e’ diventata un paese nel quale chi finisce in carcere, oltre a scontare come e’ giusto la pena cui e’ condannato, deve anche subire in silenzio pestaggi ed angherie di ogni genere”. (com/mlm) 021737 NOV 09 NNNN

28.10.2009

CARCERI: INIZIATIVA BIPARTISAN, SI FACCIA LUCE SU MORTE CUCCHI

(AGI) – Roma, 28 ott. – “Come e’ morto Stefano Cucchi? Da una caserma dei carabinieri al Tribunale, da Regina Coeli al reparto detentivo del ‘Pertini’: punti oscuri, mancate risposte, negligenze e responsabilita’”. Questo il tema di una conferenza stampa che si terra’ domani al Senato sul caso Cucchi. L’incontro, organizzato dall’associazione ‘A Buon Diritto’ si svolgera’ domani alle 12 presso la sala stampa di palazzo Madama: parteciperanno Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, Fabio Anselmo, legale della famiglia, Luigi Manconi, Presidente di A Buon Diritto.
Saranno inoltre presenti deputati e senatori di entrambi gli schieramenti tra cui: i Radicali-Pd Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Elisabetta Zamparutti, Marco Perduca; Felice Casson (Pd), Gianrico Carofiglio (Pd), Roberto Della seta (Pd), Renato Farina (PdL), Donatella Ferranti (Pd), Giancarlo Lehner (PdL), Guido Melis (Pd), Gaetano Pecorella (PdL), Andrea Sarrubbi (Pd), Livia Turco (Pd). (AGI) Red/Mgm 281733 OTT 09

08.10.2009

Bocciato il lodo Alfano, viola gli articoli 3 e 138 della Costituzione. Le reazioni in Sardegna

Le reazioni in Sardegna. Renato Soru, ex presidente della Regione, consigliere regionale del Pd: “La legge è uguale per tutti”. Guido Melis, deputato del Pd: “Come volevasi dimostrare. Il Lodo Alfano, cioè lo scudo per impedire i processi di Berlusconi, è incostituzionale. Lo avevamo detto sino alla nausea, noi del Pd, in tutte le sedi e in particolare in parlamento. Ora la Corte boccia il Lodo perché viola il principio di eguaglianza e comunque non avrebbe potuto essere adottato se non ricorrendo alla particolare procedura della legge costituzionale. Siamo ancora uno Stato di diritto, dunque. Dove i cittadini sono tutti eguali davanti alla legge e non è vero – come ha detto ieri l’avvocato del premier Ghedini – che la legge si deve applicare in modo diseguale”.

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07.10.2009

Ghedini, Pecorella e la nobile arte di salire sugli specchi

Gli avvocati del premier si stanno esibendo in un gioco retorico privo di fondamento: sostenere che la Costituzione si possa adattare alle necessità di una sola persona

Come si fa a sostenere e magari far sentenziare che (cito testualmente l’avvocato Ghedini) «la legge è eguale per tutti ma non sempre lo è la sua applicazione»? L’avvocato Gaetano Pecorella è stato ieri un maestro in questo genere di esercizio retorico, altrimenti definibile come arrampicata in stile libero sugli specchi. Secondo l’avvocato del presidente del Consiglio la forma di governo in Italia è negli ultimi anni drasticamente cambiata. In virtù della legge elettorale sulla cui scorta votiamo liste con indicazione in testa del candidato premier, la figura del presidente eletto è diventata “apicale”, profondamente diversa da quella tradizionale del vecchio presidente del Consiglio ( primus inter pares). Discende da questa trasformazione di fatto un di più di garanzie (e tutele) del quale il premier dev’essere necessariamente munito. Egli pertanto non può più essere processato, per lo meno nel periodo di esercizio della carica, il che giustificherebbe pienamente il Lodo Alfano che direttamente lo protegge. Tesi suggestiva, che certo coglie una dinamica della prassi istituzionale sotto gli occhi di tutti. Tra Prima e Seconda Repubblica (posto che questa distinzione giornalistica sia valida sul piano giuridico) il sistema politico si è evoluto (o involuto) nella direzione indicato da Pecorella. Ma il sistema costituzionale? Si consenta, ci consenta l’ardito arrampicatore sugli specchi, di dubitarne. L’Italia è e resta – a rigore di Costituzione vigente, sinché non decidiamo di adattarla (e nelle forme dovute) – una Repubblica parlamentare. Il presidente “eletto” (come amano dire i neopresidenzialisti) riceve l’incarico dal capo dello Stato e deve ottenere il voto (e poi il costante sostegno) della maggioranza parlamentare. Se perde questa maggioranza, e cade, non è automatico che si ritorni alle urne, ma spetta al presidente della Repubblica sperimentare se esistano nel quadro politico altre soluzioni. Può non piacere (non piace a molti, e non necessariamente solo a destra) ma tale è la forma di governo vigente, ed è per questo motivo che non si possono inventare forme di tutela o immunità penali che la Costituzione esclude, in particolare per reati extrafunzionali. I Ghedini, i Pecorella vorrebbero convincerci che è la politica, con la forza delle sue investiture popolari e delle sue maggioranze, a disegnare le regole del gioco, forgiandole ogni volta a seconda del profitto del vincitore. Non è così, invece, sin quando vigono la divisione dei poteri e il regime parlamentare: le regole sono sacre, e non sono nella disponibilità della maggioranza del momento, per quanto essa possa apparire forte e duratura. E lo Stato di diritto, con buona pace degli avvocati del premier, è ancora, per fortuna, una realtà vitale.

Di Guido Melis, Deputato Pd e docente di Storia delle Istituzioni all’Università la Sapienza di Roma

L’Unità

03.10.2009

Guido Melis in piazza per manifestare per la libertà di stampa

guido melis a roma il 3 settembre 2009

04.07.2009

Le sfide del PD in Italia e in Sardegna

Identità, partito, contenuti: gli interventi di Guido Melis alla scuola estiva di formazione politica dell’associazione TrecentoSessanta Sardegna, tenutasi venerdì 3 e sabato 4 luglio 2009 presso il Telis Village di Arbatax, in Ogliastra.

Marco Meloni, segretario nazionale di TrecentoSessanta e Guido Melis, presidente di TrecentoSessanta Sardegna

12.05.2009

Il deputato Guido Melis, ospite della trasmissione .DEM per parlare del ddl sicurezza

Prima Parte

Seconda parte

Terza parte

Quarta parte

L’EDITORIALE

Qualche idea e poche riflessioni sul dopo-congresso

Noi non correremo in soccorso del vincitore. Io no, per lo meno. Assicureremo tuttavia a Pier Luigi Bersani (e in Sardegna a Silvio Lai) tutta la collaborazione senza riserve che si deve a chi legittimamente dirige il Partito democratico.
Il lungo congresso del Pd (troppo lungo, certamente) consegna dunque la guida del Partito a Pier Luigi Bersani. Ma non disconosce – a me pare – le ragioni degli altri candidati, in particolare quelle di Dario Franceschini e di coloro che, come me, lo hanno sostenuto.

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IMMIGRAZIONE

 

09.10.2009

Romeni, Melis (PD): <<Razzismo in crescita: un pericolo>>

 

 

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“Nel giro di pochi giorni alcuni episodi rimasti fuori dalle cronache giornalistiche segnalano la discriminazione, serpeggiante ma crescente, che sembra colpire la comunità romena in tutti i settori ed in tutte le attività, anche le più diverse tra loro”, denuncia il deputato PD, Guido Melis, presidente dell’Associazione Parlamentare “Amici della Romania”.

“A Roma, nella prestigiosa Biblioteca Nazionale, – prosegue Melis – un <<curioso equivoco>> ha impedito qualche giorno fa ad una cittadina romena da dieci anni residente in Italia di accedere al prestito dei libri. Nel negarle questo diritto l’addetto le ha addirittura chiesto di esibire il contratto di lavoro (!). Solo dopo le proteste qualificate provenienti da diverse parti la Biblioteca è tornata sui suoi passi, ammettendo di avere fatto un errore.” guido_click

Più grave, la circolare della Fastweb di Bologna a tutti i rivenditori autorizzati dell’Emilia Romagna. Nel documento datato 19 settembre 2009, l’azienda blocca tutte le vendite di abbonamenti FastWeb Mobile ai cittadini romeni. Richiesta di spiegare questa discriminazione di un’interra nazionalità, la responsabile ha parlato di frequenti frodi e di un’organizzazione romena in esse implicata. Ma si può colpire nel mucchio tutta una comunità di persone oneste, solo per qualche caso isolato di delinquenza? Come se, per la presenza della camorra, si criminalizzassero tutti i napoletani.

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Sono due episodi forse piccoli, ma rivelatori di un clima sempre più preoccupante. Nei bagni del Tribunale Penale di Roma, l’edificio dove si dovrebbe amministrare la giustizia, qualcuno ha scritto anonimamente la frase “Brucia il romeno!”. Si sa, la madre dei cretini è sempre incinta, ma quello che lascia sorpresi è che nessuna autorità, pure avvertita, cancelli quella orribile scritta. Se poi non bastasse, la sera del 25 settembre, a Montecompatri, nel Lazio, è stato dato alle fiamme un pullman di una compagna romena. L’autista, che dormiva sul mezzo, ha rischiato di morire, subendo ustioni su gran parte del corpo. “

“Ecco alcuni risultati” – conclude indignato il deputato PD – “della lunga campagna mediatica (e soprattutto politica) portata avanti metodicamente contro la comunità romena in Italia. E parliamo solo di pochi giorni. Invito tutte le forze politiche e tutti gli operatori dell’informazione ad avere un atteggiamento più responsabile.”

 

05.10.2009

Arezzo: Giovani RoMeni ora RoPiù consapevoli

 

Romeni_281859011 Il terzo incontro al Caffè dei Costanti di Arezzo, previsto dal progetto Da RoMeno a RoPiù Consapevole Cittadino Europeo, ha visto la presenza di due giornaliste corrispondenti in Italia di accreditate testate romene, Miruna Cajvaneanu e Alina Harja, che hanno acceso il dibattito su “Italia vista dai nuovi italiani: i lavoratori Romeni. Problemi, opportunità”. Dopo l’exploit del caricaturista Popas, dopo lo scrittore Butcovan, e la ginnasta Stefanescu, il tema della serata è andato sul nucleo del problema/opportunità che la migrazione romena in Italia offre. Oltre la presenza del’assessore all’integrazione Aurora Rossi, si è avuto l’intervento del deputato Guido Melis, Deputato PD, Commissione Giustizia, e promotore gruppo interparlamentare di amicizia Italia Romania.

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22.09.2009

Guido Melis firma la proposta di legge sulla cittadinanza

 

“La proposta di legge Sarubbi – Granata, firmata da 10 deputati del PD, 10 del PDL, 5 di IdV e 5 dell’UDC, rappresenta un’iniziativa parlamentare di estrema importanza per avviare a soluzione quello che sarà il problema dell’Italia dei prossimi anni: il riconoscimento come cittadini italiani degli immigrati e dei loro figli”, dichiara in una nota il deputato PD, Guido Melis. “Essendomi finora impegnato a favore dell’integrazione delle varie comunità straniere, ho trovato naturale aderire tra i primi alla proposta” – conclude la nota.

 

17.09.2009

Guido Melis incontra il premier romeno Emil Boc

Oggi, 17 settembre, il presidente della sezione Italia-Romania dell’Unione Interparlamentare on. Guido Melis ha brevemente incontrato il primo ministro della Romania Emil Boc, in visita alla Camera presso il presidente Fini. Il presidente Boc ha invitato l’on. Melis a Bucarest, nella prossima occasione del summit italo-romeno del 2010.

PD

20.10.2009

«Sì a Francesca Barracciu e al modello di sviluppo tracciato da Soru»

 
SASSARI. Due sole liste, «perchè vogliamo che i nostri candidati siano eletti». Un parlamentare, Guido Melis, e il capogruppo del Pd in Regione, Mario Bruno, a guidare una pattuglia formata soprattutto da under 50. Un progetto: riprendere la strada tracciata da Renato Soru.
 

  

21.09.2009

Franceschini: «Più coraggio in politica»Attacco dell’ex presidente al centrodestra: «Svende l’ambiente e chiude l’industria»

SASSARI. Nonna Angiolina era di Sassari, «ecco perchè ho la testa dura». La confessione di Dario Franceschini manda per la seconda volta in visibilio il popolo del Pd, che poco prima si è spellato le mani di fronte a un Renato Soru inedito: sul palco con un balzo atletico. Il terzo boato arriva quando Franceschini e Soru si abbracciano e il segretario nazionale del Pd dice di essere «molto orgoglioso del sostegno di Renato e della candidatura di Francesca Barracciu». Donna in carne e ossa, «non come quella ragazza ritratta nel manifesto della mozione Bersani-Lai – dice il deputato del Pd Guido Melis -. Noi nelle donne ci crediamo, siamo gli unici a farlo».

Continua…

SARDEGNA

28.10.2009

 

Risolta la contesa Enac-Sogeaal Decisivo l’intervento di Melis

ALGHERO. Un contenzioso tra l’Enac e la Sogeaal, che con un briciolo di guido_sardegnabuon senso si sarebbe potuto evitare, è stato risolto nel pomeriggio di ieri nell’aula di Montecitorio dove il sottosegretario ai Trasporti, onorevole Mantovani, ha dato risposta a una interrogazione presentata dal parlamentare sassarese, il professor Guido Melis, accogliendola di fatto, nel merito e nel principio.

Continua…

24.07.2009

Incendi Sardegna: Pd chiede rapido piano di intervento.

 

Presentata interpellanza urgente alla Camera e al Senato, primi firmatari Antonello Soro e Giampiero Scanu.“Il dramma di queste ore, con la Sardegna devastata dal fuoco, intere comunità in ginocchio, cittadini uccisi dalle fiamme, patrimoni distrutti, non può essere ancora una volta fatalisticamente classificato tra i mali endemici della sfortunata storia secolare dell’isola sarda. Pur consapevoli del ripetersi ad ogni estate di questa drammatica emergenza, non si può pensare che sia impossibile trovare i rimedi, attraverso adeguate politiche di prevenzione e tempestive misure che, all’occasione, mobilitino più efficacemente tutti i poteri pubblici, le comunità locali e i cittadini. Chiediamo pertanto al governo di predisporre un rapido piano di intervento.”

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20.05.2009

Pd: continuità territoriale in bilico?

Alla Camera sono stati bocciati degli ordini del giorno sulla continuità territoriale presentati sia da deputati sardi del centro sinistra che dai deputati sardi di centro destra. Lo annunciano in una nota Giulio Calvisi, Paolo Fadda, Siro Marrocu, Guido Melis, Federico Palomba, Arturo Parisi, Caterina Pes ed Amalia Schirru. I deputati del pd si chiedono se il Governo si prepari “a togliere anche la continuità territoriale per i sardi: A giudicare dal voto alla Camera di oggi c’è di che essere preoccupati” .

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Crisi chimica Porto Torres: interrogazione deputati sardi PD.

L’Eni chiarisca perché nega a Sartor i prezzi di mercato che riconosce agli indiani.

Comunicato stampa di Guido Melis e Giulio Calvisi Tutti sanno che la società Vinyls Italia, dopo avere rilevato gli impianti chimici ex-Ineos di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna per mantenervi le produzioni, ha avviato le procedure fallimentari, rinunciando di fatto al proprio impegno in Italia, con grave effetto sulle sorti della produzione chimica nazionale e con drammatiche conseguenze sui livelli occupativi in particolare del Nord Sardegna;

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