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08.02.2010

Veleni tra le tombe di Tuvixeddu

Intercettati politici e imprenditori, continua l’inchiesta su Santoni

CAGLIARI. Nuove sentenze, politica e veleni su Tuvixeddu. I fantasmi della necropoli del colle forse avranno qualche difficoltà a capire i nostri tempi. L’ultimo risultato di una saga politico ambientale vede, da un lato, l’ennesimo pronunciamento della magistratura (amministraiva in questo caso) che annulla due autorizzazioni paesaggistiche per la lottizzazione targata Coimpresa; e, dall’altro, la comparsa di una serie di intercettazioni telefoniche che, seppure non di rilevanza penale, sono significative in termini di costume politico.

I commenti. Sull’argomento il parlamentare del Pd Guido Melis è netto: «Comportamenti inammissibili, quelli di Steri e di Maninchedda. Per motivi diversi avrebbero dovuto mantenere un distacco decisamente diverso». Renato Soru preferisce non parlare e annuncia un suo intervento in consiglio regionale. Mentre il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, liquida come «crastulate, o petegolezzi, che lasciano il tempo che trovano» i commenti negativi da parte di Cualbu.

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03.02.2010

«Celle affollate e pochi agenti»

SASSARI. «Nei bracci promiscui i reparti sono saturi. Nelle celle a posto singolo ci sono almeno tre letti a castello e chi dorme in quello più alto si trova a 40 centimetri dalla volta: il sovraffollamento determina una condizione di precarietà, con esalazioni malsane che provengono dagli ambienti in cui vivono i detenuti e creano una situazione di disagio anche per il poliziotto in servizio».  

Il deputato del Pd Guido Melis, componente della commissione Giustizia della Camera, proprio di recente ha chiesto al Governo di accelerare i tempi per la costruzione del nuovo carcere di Bancali e chiudere San Sebastiano.  Il parlamentare – che dall’inizio della legislatura ha visitato per tre volte la casa circondariale di via Roma – ha sottolineato «che la situazione mi sembra ogni volta peggiorata, e questo nonostante gli sforzi eroici della direttrice e della polizia penitenziaria (per altro sotto organico: 168 contro la necessità di 212); la struttura è fatiscente e le celle prive dei più elementari standard di abitabilità». Di fronte alle risposte evasive del Governo circa il completamento dei lavori nel nuovo carcere di Bancali, il deputato del Pd ha affermato che «si dovrà tenere in funzione San Sebastiano ben oltre il 2010, data prevista per la sua chiusura».

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14.01.2010

Sardegna, Melis: “La chiusura della Vinyls, risultato mancati impegni Scaiola”

“Nonostante l’accordo del 12 novembre scorso tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Vinyls e l’Eni, gli impianti di Porto Torres continuano ad essere fermi “ – denuncia in una nota il deputato PD Guido Melis – “ed i 137 dipendenti Vinyls sono costretti ad occupare la Torre aragonese di Porto Torres per far valere le proprie legittime ragioni. Sto parlando di operai qualificatissimi, la cui professionalità specifica è indiscussa e che non possono essere impiegati in altri settori di attività. E si tratta di una produzione strategica per l’intero compatto chimico nazionale, ovvero quella dei cloro derivati, un settore nel quale per lungo tempo siamo stati all’avanguardia”.
“Meraviglia la latitanza degli istituti bancari” – prosegue il deputato PD -  “che hanno ritenuto non finanziabile la posizione di un’azienda chiave che si trova solo provvisoriamente in stato di amministrazione straordinaria. È come un cane che si morde la coda: vorrei sapere come si può tornare ad una situazione di ordinarietà senza finanziamenti. Ed è sconcertante che il Governo, dopo infinite dichiarazioni sulla importanza strategica di questa industria, non sia in grado neppure di influenzare l’Eni per quanto riguarda i prezzi della materia prima necessaria alla produzione. Siamo di fronte per l’ennesima volta ai soliti castelli di parole sul rilancio dell’economia nazionale, sulla promozione delle nostre aziende, quando di fatto si sta smantellando pezzo dopo pezzo tutta l’industria chimica. Per non parlare della Sardegna, una regione che, dopo le elezioni regionali, è stata letteralmente abbandonata, nel più totale disinteresse del Governo e della maggioranza.”
“Su questi problemi, insieme ai miei colleghi sardi del PD, ho presentato un’interrogazione al Ministro delle Attività Produttive. Anche di questo discuterò domani mattina, venerdì 15 gennaio, nell’incontro che avrò con i lavoratori della Vinyls. Vista la drammaticità della  situazione, mi auguro che il Ministro risponda alla nostra interrogazione celermente ed in modo più convincente e sincero di quanto fin’ora non abbia fatto, “ – conclude Melis.

14.01.2010

VINYLS: COMMISSIONE INDUSTRIA DA LAVORATORI SU TORRE P.TORRES

(AGI) – Sassari, 14 gen. – Alle 15.30 la commissione Industria del Consiglio regionale andra’ in missione alla torre aragonese di Porto Torres (Sassari), occupata da una settimana a turno dai 140 operai della Vinyls in cassa integrazione a rotazione.
Ai commissari, i manifestanti chiederanno chiarimenti sulla fideiussione garantita dalla Regione, tramite la Sfirs, il 24 dicembre scorso e sostegno alla vertenza presso il governo.
Domani, intanto, saranno alla torre i deputati Guido Melis (Pd) e Mauro Pili (Pdl), gli unici due deputati eletti in Sardegna che avevano risposto nei giorni scorsi alla richiesta di sostegno dei manifestanti. Mentre proseguono le trattative di vendita da parte dei commissari straordinari, che reggono l’azienda in amministrazione straordinaria, i lavoratori non escludono nei prossimi giorni un inasprimento delle iniziative di lotta. (AGI) Cli/Rob/Cog 141339 GEN 10

13.01.2010

Lavoro, Pd: Rimuovere nuove disposizioni su romeni e bulgari

Roma, 13 GEN (Velino) – “Rimuovere immediatamente le nuove disposizioni sui cittadini romeni e bulgari”. Lo chiedono con una interrogazione al ministro dell’Interno i deputati del Pd, Guido Melis e Jean Leonard Touadi’, i quali spiegano che “la Circolare n. 7881 del 3 dicembre 2009 del ministero dell’Interno ha prorogato il regime vincolistico sull’accesso al mondo del lavoro per i cittadini romeni e bulgari anche per l’anno 2010. In pratica – aggiungono – significa che i cittadini di queste due importanti comunita’ europee non possono accedere liberamente a tutte le occupazioni ma solo ad alcune, restando per molte altre l’obbligo di una specifica autorizzazione. Questa disposizione, in contrasto con quanto si fa in altri Paesi (per esempio in Spagna), e’ in palese contraddizione con le promesse del nostro governo e con gli interessi dell’economia italiana a integrare pienamente questi lavoratori, combattendo le forma di lavoro nero che derivano dall’attuale regime. Non solo – continuano i due deputati – ma e’ un provvedimento assolutamente inutile perche’ non c’e’ alcun vincolo di numeri e nessuna verifica delle competenze professionali. Piu’ che altro serve a creare un ulteriore intoppo burocratico al sistema delle assunzioni per le imprese e per i lavoratori. Per non parlare – concludono Melis e Touadi’ – dei costi che gravano sugli uffici e dei ritardi che ne conseguono”. (com/gas) 131854 GEN 10 NNNN

 

13.01.2009

Spendere senza controlli

di Guido Melis

Le parole sono pietre. Ma a volte possono essere bolle di sapone. Davanti alle mozioni, in gran parte concordi, presentate alla Camera sul disastro delle carceri, il ministro Alfano, se ne e’ uscito ieri sera con un gran colpo ad effetto: “Proporro’ al Consiglio dei ministri – ha detto solennemente – di proclamare lo stato d’emergenza”.
Stato d’emergenza? Per un attimo la Camera e’ ammutolita. Caspita, che uomo. Poi qualcuno (primo fra tutti il capogruppo pd Franceschini) si e’ domandato: ma cos’e’ poi lo stato d’emergenza? Nella Costituzione esiste, si’, qualcosa di simile, ma ha a che fare con le situazioni di crisi nazionale più’ disperate. Le carceri italiane sono una vergogna (65 mila detenuti dove ce ne starebbero 43 mila, condizioni di vita da lager) ma non siamo ancora alla crisi finale dello Stato. Ma allora di che parla Alfano?
Allora stato d’emergenza non vuol dire proprio nulla, sono parole in liberta’. Salvo che si stia pensando al solito modello della scorciatoia. Quando non si riesce a amministrare, quando non si hanno i mezzi, allora si mettono in soffitta le regole, si interrompono i controlli, si procede per ordinanze dove occorrerebbero le leggi. Qualcuno (naturalmente un amico del governo) viene chiamato da solo a tenere il timone della barca. Si spende per qualche anno senza troppi ostacoli formali, e pazienza se c’e’ chi ci mangia sopra. La nave va, o comunque cosi’ sembra. Pazienza se non si fa il Piano carceri del quale ci hanno riempito la testa per mesi (non ci sono i fondi). Pazienza se i detenuti, conseguenza di leggi repressive che sanno solo aggravare le pene, aumentano a ritmi ingovernabili. Pazienza se muoiono ogni anno in carcere 171 persone (dato 2009). L’importante e’ che la nave vada, anche se non si sa dove e per quali fini.

L’Unità

11.01.2010

Intervento in aula sulle carceri

“Grazie signor Presidente. Nello scorso mese di dicembre ho passato quasi tre ore nel carcere circondariale di Sassari, ancora ospitato nell’edificio ottocentesco di San Sebastiano al centro della città.
Dico “ancora” perché, come più volte ribadito dal ministro anche in risposta a mie specifiche interrogazioni in commissione giustizia, questo carcere dovrebbe essere interamente trasferito in altro edificio, più idoneo, da anni in fase di  costruzione.
Solo che l’inaugurazione del nuovo complesso, prevista tassativamente entro il 2010, slitterà sicuramente – dicono notizie ufficiali – al 2011 se non oltre. San Sebastiano intanto è in funzione, ed è (non temo smentite) il peggior carcere che abbiamo in Italia.
Una costruzione fatiscente, un piano – quello superiore – a rischio di crollo e perciò di recente sgombrato, 200 detenuti ammassati in celle anguste, 4 per cella, tre metri per due, senza luce, con poca aria, al caldo d’estate e al freddo d’inverno (il mese scorso il riscaldamento centrale era interrotto perché il fornitore della nafta non era stato pagato dal Ministero), in condizioni di promiscuità subumane. 125 tossicodipendenti. Un personale (di grande professionalità) ampiamente sotto organico (su una pianta di 212 solo 168 in servizio effettivo, ora d’aria in uno squallido cortile riparato da una tettoia di lamiera, servizi igienici meglio soprassedere, con gravi problemi persino nell’assicurare la pulizia ordinaria dei locali. Mi dice la direttrice del carcere che i tagli recenti, incidendo sul capitolo delle mercedi, impediscono addirittura di utilizzare i detenuti nelle piccole pulizie quotidiane.

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07.01.2010

Sul futuro della chimica una pericolosa indifferenza

di Guido Melis

Che ne sarà della chimica in Sardegna? Il Natale difficilissimo dei 138 della Vinyls, a Porto Torres, è passato nell’indifferenza più o meno generale. Certo: solidarietà, dichiarazioni ufficiali. Ma intanto, mentre 11 ragazzi stanno per perdere il contratto di apprendistato, è possibile che gli impianti si fermino per sempre. Che gli accordi sottoscritti al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero del lavoro risultino poco meno che carta straccia. Che l’intervento della Regione sarda, sub judice davanti all’Unione europea, non sortisca effetto alcuno. Che una filiera produttiva vitale per l’economia nazionale, quella dei cloroderivati (Assemini-Porto Torres-Marghera-Ravenna), letteralmente sparisca. Che l’economia del Nord Sardegna subisca un colpo mortale.
 C’è in tutto questo qualcosa di sconcertante: che nessuno, nella classe dirigente nazionale o locale, si ponga il problema se un paese come l’Italia possa sopravvivere nel dopo-crisi senza una seria, moderna, competitiva industria chimica di base. Il Tremonti-pensiero dice che la crisi sta passando, che noi ne usciremo senza traumi, che tutto va bene madama la marchesa. Non è così. La crisi, intanto, ben lungi dall’essere passata, produrrà circa 2 milioni di disoccupati. Poi – quand’anche sarà passata – lascerà dietro di sé un paesaggio industriale profondamente trasformato.
 Lo sappiamo o no che nel dopo-crisi le famose tigri asiatiche (parlo della Cina, dell’India, della Corea del Sud) conquisteranno l’arena mondiale sottoponendo i paesi europei ad una spietata concorrenza? Possiamo dimenticarci che su interi settori produttivi dovremo fronteggiare una vera e propria aggressione?
 Gli altri paesi industrializzati lo sanno. Sanno che per resistere bisognerà investire di più in ricerca e puntare su prodotti più sofisticati. Insomma più qualità, visto che sulla quantità sarà difficile competere. Più specializzazione. E più brevetti.
 E’ esattamente il contrario di quello che l’Italia sta facendo. Per qualche decennio ci siamo trastullati nel mito del made in Italy, togliendo soldi alla ricerca di base e chiudendo interi comparti nei quali avevamo il primato: l’elettronica, l’informatica, l’aeronautica civile, la radiofonia. Abbiamo smembrato la grande industria, cioè i cavalli da tiro dello sviluppo, puntando tutte le carte sulla piccola industria. Ma la piccola industria ha senso se lavora spalla a spalla con l’industria di grandi proporzioni. Altrimenti è solo una presenza di nicchia. “La scomparsa dell’Italia industriale”, s’intitolava anni fa un bel libro del sociologo Luciano Gallino. Appunto.
C’è troppa indifferenza, in Sardegna e in Italia, sulla morte annunciata della chimica. Indifferenza e persino qualcosa di peggio, perché passa l’idea che la chimica inquina (e in effetti la chimica sarda dei primi decenni ha molto inquinato, nella colpevole indifferenza dell’autorità politica) e che dunque è incompatibile con l’ambiente.
Così, tra inerzie della politica, distrazioni dell’opinione pubblica, strategie affossatrici dell’Eni e complicità del Governo (dove sono finite le promesse elettorali di Berlusconi?) Porto Torres va a picco.
 Siamo solidali, certo, coi 138 della Vinyls. Ci auguriamo che arrivino gli arabi (come la cavalleria nei film western: e speriamo non sia troppo tardi). Ma cosa ne faremo dell’industria chimica in Italia vogliamo domandarcelo? Tremonti, Scajola, Berlusconi, Cappellacci vogliono dircelo finalmente? Che razza di classe dirigente e di governo è un ceto politico che non si pone una domanda come questa? 

La Nuova Sardegna

13.12.2009 

Melis: «Questo carcere è una vergogna»

SASSARI. Accelerare i tempi per la costruzione del nuovo carcere a Bancali e chiudere San Sebastiano. È la pressante richiesta al Governo del deputato Guido Melis, commissione Giustizia della Camera, che ieri ha visitato la casa circondariale. La visita si inseriva nel quadro delle iniziative promosse dal Pd sulla questione carceri.  Per Melis, è stata la terza visita a San Sebastiano dall’inizio della legislatura. «La situazione mi sembra ogni volta peggiorata – ha dichiarato il parlamentare -. Nonostante gli sforzi eroici della direttrice e della polizia penitenziaria (per altro sotto organico: 168 contro un organico di 212) la struttura è fatiscente e le celle prive dei più elementari standard di abitabilità». Grave il problema del sovraffollamento anche «per l’impraticabilità di un piano dell’edificio a rischio di crollo». Il carcere, per il deputato pd, «è stato lasciato degradare sino a un livello che non esito a definire vergognoso».  Guido Melis insiste sull’urgenza di trasferire tutto il carcere nella nuova sede in costruzione a Bancali: «Ho interrogato sul punto più volte sia il ministro Alfano sia il direttore generale del Dap – ha aggiunto -, ma non riesco a sapere con precisione né a che punto sono i lavori né quando si potrà effettuare il trasferimento. Temo che i tagli del ministro Tremonti stiano incidendo anche su quest’opera, con la conseguenza gravissima che si dovrà tenere in funzione San Sebastiano ben oltre il 2010, data prevista per la sua chiusura». Melis ha annunciato che i deputati del Pd preparano sulla questione delle carceri una serie di iniziative sia in commissione Giustizia che in aula. 

La Nuova Sardegna 

  

  

02.12.2009 

No B-Day, Melis (Pd): Sabato anche io in piazza

Roma, 02 DIC (Velino) – “Sabato andro’ anch’io, come molti militanti del Pd, in piazza San Giovanni a Roma, al No B. Day. Ho deciso di farlo dopo avere sperato invano sino ad oggi che il mio Partito, uscendo da un’incomprensibile esitazione, assumesse ufficialmente la stessa decisione”. Lo dichiara il deputato Pd Guido Melis, secondo il quale “il gruppo dirigente ha traccheggiato per un mese circa. Ha prima dichiarato che si va solo alle manifestazioni che si indicono come partito, poi che i partiti ‘fanno politica’ nelle sedi deputate e non nelle piazze, poi che in fondo si puo’ andarci ma non in via ufficiale, poi che e’ bene andarci ma individualmente. E’ la nostra gente, quella che ci vota e ci chiede di rappresentarla. Quella che pretende da noi coerenza – termina Melis -, comportamenti etici irreprensibili, corrispondenza tra le parole e i fatti”. (com/gas) 021507 DIC 09 NNNN 

26.11.2009 

CUCCHI: MELIS, BUROCRATISMO TRA CAUSE MORTE STEFANO

(ANSA) – ROMA, 26 NOV – ‘La nostra impressione e’ che nell’ area detenuti dell’ospedale Sandro Pertini la burocrazia si affermi sulla ragione umana e sul buonsenso. E’ il burocratismo una delle ragioni della morte di Stefano Cucchi’. E’ quanto ha detto nel corso di una conferenza stampa alla Camera il parlamentare Guido Melis, che questa mattina, insieme con i colleghi Renato Farina, Melania Rizzoli, Rita Bernardini e Jean-Leonard Touadi’ ha visitato la struttura detentiva dell’ ospedale dove lo scorso 22 ottobre e’ morto Stefano Cucchi, parlando con medici, infermieri e responsabili.
Melis e Rizzoli hanno riconosciuto come, sebbene in sottorganico, la struttura sia ‘piu’ che dignitosa e mediamente molto pulita, con camere singole che differiscono da quelle d’ospedale solo per la porta ferrata’. Ma ci sono punti poco chiari, ha affermato Melis, in particolare ‘il tempo che trascorre tra la morte di Cucchi e l’avviso alla famiglia, per cui non ci sono state date spiegazioni convincenti’ e ‘il mancato accesso dei parenti alle informazioni sullo stato di salute di Stefano’. ‘Ho chiesto da settimane copia del famoso protocollo Amministrazione penitenziaria-Asl che lo vieterebbe – ha detto il coordinatore del comitato ‘Verita’ per Stefano Cucchi’ Luigi Manconi – ma non ce n’e’ traccia. Ho il timore che tutti lo citino, ma che esso non esista’.(ANSA). 

24 11.2009 

Carcere Alghero sul tavolo di Alfano

Dettagliata interrogazione sulle condizioni in cui versa la struttura penitenziaria di Alghero, presentata al Ministro della Giustizia dall´onorevole sassarese del Partito democratico Guido Melis 

ALGHERO – Il Carcere circondariale di Alghero, come gran parte degli istituti penitenziari sardi, versa in condizioni critiche, specialmente per le gravi deficienze che vi si riscontrano nel personale addetto, in particolare, oltre che negli educatori e negli pscicologi, in quello della Polizia penitenziaria. A scrivere al Ministro della Giustizia Angelino Alfano, dopo le lamentele dei sindacati di polizia penitenziaria, è l’onorevole sassarese Guido Melis, che lunedì ha presentato una dettagliata interrogazione in Parlamento. 

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13.11.2009 

INTERCETTAZIONI: A SASSARI CONVEGNO SU DDL ALFANO E STAMPA

intercettazioni(AGI) – Sassari, 13 nov. – Se la legge Alfano sulle intercettazioni fosse stata in vigore ai tempi di Mani pulite, il pool di Milano non avrebbe potuto lavorare per scoprire la corruzione del Paese nei primi anni Novanta. L’hanno detto oggi a Sassari i deputati Guido Melis e Donatella Ferranti (PD) e Federico Palomba (IdV), assieme a Elias Vacca, responsabile nazionale Giustizia del PdCI, presentando in una conferenza stampa il convegno “Intercettazioni, ddl Alfano e liberta’ di stampa”, che si terra’ stasera nella sala conferenze dell’hotel Grazia Deledda a Sassari.
  Il convegno, organizzato da Partito Democratico e Italia dei Valori e cui partecipera’ anche l’europarlamentare Luigi De Magistris (IdV), analizzera’ gli effetti del disegno di legge sulla Giustizia, approvato dalla Camera e in arrivo al Senato.
  “Il provvedimento, passato a colpi di fiducia come da prassi per questo governo – ha ricordato Melis – rappresenta un attacco grave alla liberta’ di stampa e alla democrazia”. Il convegno di oggi, hanno spiegato gli organizzatori, non nasce “per caso, ma da una congiunzione fortunata sviluppata nel lavoro della commissione Giustizia della Camera”, di cui Palomba e’ vicepresidente. In quella sede, ha aggiunto lo stesso deputato dell’Italia dei Valori, e’ emersa una volonta’ comune di rappresentare, anche attraverso incontri come quello odierno, la contrarieta’ delle opposizioni a questo modo di governare, inteso come una vera “emergenza democratica”.
  Interverranno ai lavori, dalle 16, anche la giornalista Maria Francesca Chiappe, presidente dell’Unione Cronisti Sardi e Giommaria Uggias, europarlamentare dell’Italia dei Valori.
  Presentera’ l’avvocato Giovanni Isetta, responsabile Giustizia del Pd per Sassari e Provincia. L’incontro sara’ moderato da Alberto Statera, giornalista di Repubblica. 

AGI   

05.11.2009 

Carceri, Melis (Pd): Contrarissimi a riapertura Asinara

05 NOV (Velino) – ‘Siamo contrarissimi all’ipotesi prospettata dal ministro Maroni di riaprire il carcere dell’Asinara, sarebbe una scelta molto grave. Gia’ da tempo in Sardegna stiamo discutendo come rilanciare questa stupenda isola che un patrimonio enorme di tutti noi”. Lo ha detto Guido
Melis, deputato sardo del Pd e membro della commissione Giustizia della Camera. (com/glv) 051952 NOV 09 NNNN 

05.11.2009 

CARCERI: MELIS “CONTRARISSIMI A RIAPERTURA ASINARA”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo contrarissimi all’ipotesi prospettata dal ministro Maroni di riaprire il carcere dell’Asinara, sarebbe una scelta molto grave. Gia’ da tempo in Sardegna stiamo discutendo come rilanciare questa stupenda isola che un patrimonio enorme di tutti noi”. Lo afferma Guido Melis, deputato sardo del Pd e membro della commissione Giustizia della Camera.
(ITALPRESS). 

sat/com 05-Nov-09 19:53 NNNN 

02.11.2009 

CARCERI: MELIS-TOUADI(PD),ALLARME DA TERAMO DOPO CASO CUCCHI 

(ANSA) – ROMA, 2 NOV – ‘Restiamo allibiti nel sentire su internet l’audio del breve ma sconvolgente colloquio tra due guardie carcerarie del carcere di Teramo, nel quale si fa esplicita menzione al pestaggio di un detenuto’. Lo dichiarano i deputati del Pd Guido Melis e Jean-Leonard Touadi, membri della commissione giustizia della Camera, in una nota congiunta.
‘A solo pochi giorni dal caso di Stefano Cucchi, il ragazzo arrestato dai carabinieri e restituito ai familiari cadavere, con i segni inequivocabili di gravi percosse in ogni parte del corpo – affermano i due deputati Pd – ecco ora un altro segnale allarmante. Insomma: cosa sta succedendo nelle carceri italiane?
Temiamo che la situazione di sovraffollamento (63mila detenuti quando se ne potrebbero ospitare a stento 43mila), le drastiche riduzioni di personale ed altre gravi ristrettezze stiano dando luogo ad una tragica degenerazione di quelle condizioni minime di rispetto dell’uomo cui dovrebbe ispirarsi l’applicazione della pena’.
Touadi e Melis indicano anche responsabilita’ del governo: ‘Si continuano a non colpire i responsabili degli abusi, quasi che il carcere fosse diventata una zona franca dove i diritti costituzionali sono sospesi e i detenuti non fossero cittadini come gli altri, sebbene colpiti da una condanna (quelli che lo sono, perche’ piu’ della meta’ sono semplicemente in attesa di giudizio’. ‘Pretendiamo, nel caso Cucchi come nell’episodio di Teramo, il massimo di trasparenza – aggiungono i deputati del Pd – vogliamo sapere se l’Italia e’ diventata un Paese nel quale chi finisce in carcere, oltre a scontare come e’ giusto la pena cui e’ condannato, deve anche subire in silenzio pestaggi ed angherie di ogni genere’.(ANSA).
COM-PNZ 02-NOV-09 17:19 NNNN  

02.11.2009 

Carceri, Melis-Touadi’: Pestaggi a Teramo, e’ allarme degrado 

Roma, 02 NOV (Velino) – “Restiamo allibiti nel sentire su internet l’audio del breve ma sconvolgente colloquio tra due guardie carcerarie del carcere di Teramo, nel quale si fa esplicita menzione al pestaggio di un detenuto”. Lo dichiarano i deputati del Pd Guido Melis e Jean-Leonard Touadi, membri della commissione giustizia della Camera, in una nota congiunta. “A solo pochi giorni di distanza dal caso di Stefano Cucchi – continuano -, il ragazzo arrestato dai carabinieri e restituito ai familiari cadavere, coi segni inequivocabili di gravi percosse in ogni parte del corpo, ecco ora un altro segnale allarmante. Insomma: cosa sta succedendo nelle carceri italiane? Temiamo che la situazione di sovraffollamento (63 mila detenuti quando se ne potrebbero ospitare a stento 43 mila), le drastiche riduzioni di personale e altre gravi ristrettezze stiano dando luogo a una tragica degenerazione di quelle condizioni minime di rispetto dell’uomo cui dovrebbe ispirarsi l’applicazione della pena”.
Touadi e Melis mettono anche in rilievo le responsabilita’ del governo: “Si continuano a non colpire i responsabili degli abusi, quasi che il carcere fosse diventata una zona franca dove i diritti costituzionali sono sospesi e i detenuti non fossero cittadini come gli altri, sebbene colpiti da una condanna (quelli che lo sono, perche’ piu’ della meta’ sono semplicemente in attesa di giudizio). Pretendiamo, nel caso Cucchi come nell’episodio di Teramo, il massimo di trasparenza: vogliamo sapere se l’Italia e’ diventata un paese nel quale chi finisce in carcere, oltre a scontare come e’ giusto la pena cui e’ condannato, deve anche subire in silenzio pestaggi ed angherie di ogni genere”. (com/mlm) 021737 NOV 09 NNNN 

28.10.2009 

CARCERI: INIZIATIVA BIPARTISAN, SI FACCIA LUCE SU MORTE CUCCHI

(AGI) – Roma, 28 ott. – “Come e’ morto Stefano Cucchi? Da una caserma dei carabinieri al Tribunale, da Regina Coeli al reparto detentivo del ‘Pertini’: punti oscuri, mancate risposte, negligenze e responsabilita’”. Questo il tema di una conferenza stampa che si terra’ domani al Senato sul caso Cucchi. L’incontro, organizzato dall’associazione ‘A Buon Diritto’ si svolgera’ domani alle 12 presso la sala stampa di palazzo Madama: parteciperanno Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, Fabio Anselmo, legale della famiglia, Luigi Manconi, Presidente di A Buon Diritto.
Saranno inoltre presenti deputati e senatori di entrambi gli schieramenti tra cui: i Radicali-Pd Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Elisabetta Zamparutti, Marco Perduca; Felice Casson (Pd), Gianrico Carofiglio (Pd), Roberto Della seta (Pd), Renato Farina (PdL), Donatella Ferranti (Pd), Giancarlo Lehner (PdL), Guido Melis (Pd), Gaetano Pecorella (PdL), Andrea Sarrubbi (Pd), Livia Turco (Pd). (AGI) Red/Mgm 281733 OTT 09 

03.10.2009 

Guido Melis in piazza per manifestare per la libertà di stampa

guido melis a roma il 3 settembre 2009 

04.07.2009 

Le sfide del PD in Italia e in Sardegna

Identità, partito, contenuti: gli interventi di Guido Melis alla scuola estiva di formazione politica dell’associazione TrecentoSessanta Sardegna, tenutasi venerdì 3 e sabato 4 luglio 2009 presso il Telis Village di Arbatax, in Ogliastra. 

 

Marco Meloni, segretario nazionale di TrecentoSessanta e Guido Melis, presidente di TrecentoSessanta Sardegna 

 

12.05.2009 

Il deputato Guido Melis, ospite della trasmissione .DEM per parlare del ddl sicurezza

Prima Parte 

 

Seconda parte 

 

Terza parte 

 

Quarta parte 

 

L’EDITORIALE

La lezione pugliese e i compiti del Pd

Vengono dalle primarie pugliesi tre elementari segnali che sarebbe bene non sottovalutare.
Il primo riguarda la validità in sé del metodo delle primarie, la convinta adesione che questo modo di scelta riscuote nel popolo vasto del centrosinistra, i rischi serissimi che si correrebbero (come qualcuno nel Pd vorrebbe) a ridurre le primarie a pura eccezione alla regola.
Le primarie dei cittadini sono state e continuano ad essere l’unico serio marchio che possa vantare il Pd, il solo modo che abbiamo di contrastare la crisi di partecipazione che affligge in profondo la politica dei partiti. Sono dunque non solo elemento costitutivo, direi addirittura parte integrante del dna del partito democratico, ma l’unica uscita di sicurezza che consenta di rilegittimare la democrazia italiana. Sono la grande proposta che consentirebbe, se applicata con coerenza e perfezionata nel suo funzionamento, di avviare una nuova stagione della vita democratica del Paese.

Continua…   

  

IMMIGRAZIONE

 

13.01.2010

LAVORO: PD, INUTILE E DANNOSA CIRCOLARE MARONI SU ROMENI

ANSA) – ROMA, 13 GEN – ‘Rimuovere immediatamente le nuove disposizioni sui cittadini romeni e bulgari’. Lo chiedono con una interrogazione al ministro dell’Interno i deputati del PD, Guido Melis e Jean Leonard Touadi’.
‘La Circolare n. 7881 del 3 dicembre 2009 del Ministero dell’Interno ha prorogato il regime vincolistico sull’accesso al mondo del lavoro per i cittadini romeni e bulgari anche per l’anno 2010. In pratica – spiegano – significa che i cittadini di queste due importanti comunita’ europee non possono accedere liberamente a tutte le occupazioni ma solo ad alcune, restando per molte altre l’obbligo di una specifica autorizzazione.
Questa disposizione, in contrasto con quanto si fa in altri Paesi (per esempio in Spagna), e’ in palese contraddizione con le promesse del nostro governo e con gli interessi dell’economia italiana a integrare pienamente questi lavoratori, combattendo le forma di lavoro nero che derivano dall’attuale regime. Non solo – continuano i due deputati – ma e’ un provvedimento assolutamente inutile perche’ non c’e’ alcun vincolo di numeri e nessuna verifica delle competenze professionali. Piu’ che altro serve a creare un ulteriore intoppo burocratico al sistema delle assunzioni per le imprese e per i lavoratori. Per non parlare -concludono Melis e Touadi’ – dei costi che gravano sugli uffici e dei ritardi che ne conseguono’.(ANSA).

SPA 13-GEN-10 19:11 NNNN 

IMMIGRATI. PD: DANNOSA CIRCOLARE MARONI SU ROMENI E BULGARI

(DIRE) Roma, 13 gen. – “Rimuovere immediatamente le nuove disposizioni sui cittadini romeni e bulgari”. Lo chiedono con una interrogazione al ministro dell’Interno i deputati del Pd, Guido Melis e Jean Leonard Touadi’ i quali spiegano che “la Circolare n. 7881 del 3 dicembre 2009 del ministero dell’Interno ha prorogato il regime vincolistico sull’accesso al mondo del lavoro per i cittadini romeni e bulgari anche per l’anno 2010″. Gli esponenti democratici spiegano che “in pratica significa che i cittadini di queste due importanti comunita’ europee non possono accedere liberamente a tutte le occupazioni ma solo ad alcune, restando per molte altre l’obbligo di una specifica autorizzazione. Questa disposizione, in contrasto con quanto si fa in altri Paesi (per esempio in Spagna), e’ in palese contraddizione con le promesse del nostro governo e con gli interessi dell’economia italiana a integrare pienamente questi lavoratori, combattendo le forma di lavoro nero che derivano dall’attuale regime”.
Non solo, continuano i due deputati, “ma e’ un provvedimento assolutamente inutile perche’ non c’e’ alcun vincolo di numeri e nessuna verifica delle competenze professionali. Piu’ che altro serve a creare un ulteriore intoppo burocratico al sistema delle assunzioni per le imprese e per i lavoratori. Per non parlare -concludono Melis e Touadi’ – dei costi che gravano sugli uffici e dei ritardi che ne conseguono”.

(Com/Rai/ Dire) 19:14 13-01-10

 

22.12.2009

Intervento in aula sulla cittadinanza

Grazie, Presidente. Secondo il Rapporto annuale Istat del 2008 in  quell’anno la popolazione  italiana ha superato, per la prima volta, la soglia fatidica dei 60 milioni di abitanti. Ciò è stato dovuto quasi esclusivamente – come ci spiega l’Istat – all’incremento del 7,3 per mille (434 mila unità nel solo 2008) della popolazione immigrata. Oggi (dato al gennaio 2009) i cittadini stranieri residenti in Italia (regolari) ammontano a circa 3 milioni di unità.
Sembra, almeno per ora, una tendenza inarrestabile.
Aggiungo che dei nuovi nati iscritti alla nostra anagrafe, circa 64 mila (cioè l’11%)  sono figli  di coppie di cittadini stranieri. Nel 2008 questi “nuovi italiani”, per citare il titolo di un recente libro del Mulino, cioè bambini nati in Italia con genitori e nonni stranieri, sono stati 73 mila.

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16.12.2009 

Cena con i rappresentanti della comunità romena

Martedì, 15 dicembre 2009,  a Roma presso il Ristorante romeno “Transilvania” ha avuto luogo una cena organizzata dalla Associazione Parlamentare “Amici della Romania” con ospiti alcuni esponenti della comunità romena. 

Da parte dell’Asssociazione Parlamentare sono stati presenti: Guido Melis (PD), Alessio Bonciani (PDL), Jean Leonard Touadi  (PD), Caterina Pes (PD), Giulio Calvisi (PD), Antonio Razzi (IdV), Anna Rossomando (PD), Amalia Schirru (PD), Giovanni Bachelet (PD).  

La comunità romena è stata rappresentata dal Partito dei romeni in Italia con il suo presidente, Giancarlo Germani, il suo segretario, Mihai Muntean ed il vice-presidente Vicentiu Acostandei, i rappresentanti di alcune Associazioni quali Italia-Romania per l’Integrazione e lo Sviluppo con Mihaela Giurgea, Vocea Romanilor con Monica Mitrica, Noi Suntem Romani con Silviu Ciobotaru, l’Associazione Infermieri Romeni in Italia con Elena Lechea, Amici della Romania con Alina Harja, i sindacalisti della FENEAL-UIL Iulian Manta e Florin Bourita ed esponenti della stampa romena. 

Un’ottima occasione  per conoscere la comunità romena da vicino, scambiando domande, pareri ed opinioni con i rappresentanti della comunità. Tutto all’insegno della buona cucina tipica. 

  

11.12.2009 

La risposta all’interrogazione sulla chiesa romena di Monterotondo

La questione segnalata dalla S.V. On.le è seguita con la massima attenzione dal Prefetto di Roma, proprio nella direzione dell’obiettivo di destinare quanto prima una parte degli immobili confiscati nel Comune di Monterotondo, in precedenza di proprietà della Sig.ra Ciarlante, alle esigenze di aggregazione e di culto della Parrocchia Ortodossa Rumena “Battesimo del Signore”. 

Dopo aver dedicato diverse riunioni, appositamente convocate, alla ricerca di una soluzione, il 2 febbraio scorso il Prefetto di Roma ha esortato il Commissario straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali affinché venisse richiesto nuovamente alla Corte di Appello di Lecce – Sezione distaccata di Taranto – il dissequestro dei locali in argomento. 

I! Commissario straordinario ha inoltrato tale richiesta, motivandola con la considerazione che “lafinalità della confisca penale sarebbe comunque salvaguardata atteso che permarrebbero gli effetti della confisca definitiva di prevenzione permettendo la conclusione della fase amministrativa di destinazione prevista dalla legge 11. 5-5 1965 come modificata dalla legge 11. 109/1996″.  

In alternativa al dissequestro dei beni confiscati. il Commissario straordinario ha interessato la competente autorità giudiziaria pugliese affinché venga valutata l’opportunità di autorizzare comunque l’Amministratore giudiziario dei beni in parola a concedere in comodato gratuito i locali occorrenti alla Chiesa Ortodossa di Monterotondo. 

In attesa degli esiti di tale interessamento, è stato richiesto al Comune di Monterotondo di valutare la possibilità di reperire idonee soluzioni alternative, anche di  carattere temporaneo. 

 

Interrogazione 

  

  

09.10.2009 

Romeni, Melis (PD): <<Razzismo in crescita: un pericolo>>

  

  

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“Nel giro di pochi giorni alcuni episodi rimasti fuori dalle cronache giornalistiche segnalano la discriminazione, serpeggiante ma crescente, che sembra colpire la comunità romena in tutti i settori ed in tutte le attività, anche le più diverse tra loro”, denuncia il deputato PD, Guido Melis, presidente dell’Associazione Parlamentare “Amici della Romania”. 

“A Roma, nella prestigiosa Biblioteca Nazionale, – prosegue Melis – un <<curioso equivoco>> ha impedito qualche giorno fa ad una cittadina romena da dieci anni residente in Italia di accedere al prestito dei libri. Nel negarle questo diritto l’addetto le ha addirittura chiesto di esibire il contratto di lavoro (!). Solo dopo le proteste qualificate provenienti da diverse parti la Biblioteca è tornata sui suoi passi, ammettendo di avere fatto un errore.” guido_click 

Più grave, la circolare della Fastweb di Bologna a tutti i rivenditori autorizzati dell’Emilia Romagna. Nel documento datato 19 settembre 2009, l’azienda blocca tutte le vendite di abbonamenti FastWeb Mobile ai cittadini romeni. Richiesta di spiegare questa discriminazione di un’interra nazionalità, la responsabile ha parlato di frequenti frodi e di un’organizzazione romena in esse implicata. Ma si può colpire nel mucchio tutta una comunità di persone oneste, solo per qualche caso isolato di delinquenza? Come se, per la presenza della camorra, si criminalizzassero tutti i napoletani. 

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Sono due episodi forse piccoli, ma rivelatori di un clima sempre più preoccupante. Nei bagni del Tribunale Penale di Roma, l’edificio dove si dovrebbe amministrare la giustizia, qualcuno ha scritto anonimamente la frase “Brucia il romeno!”. Si sa, la madre dei cretini è sempre incinta, ma quello che lascia sorpresi è che nessuna autorità, pure avvertita, cancelli quella orribile scritta. Se poi non bastasse, la sera del 25 settembre, a Montecompatri, nel Lazio, è stato dato alle fiamme un pullman di una compagna romena. L’autista, che dormiva sul mezzo, ha rischiato di morire, subendo ustioni su gran parte del corpo. “ 

“Ecco alcuni risultati” – conclude indignato il deputato PD – “della lunga campagna mediatica (e soprattutto politica) portata avanti metodicamente contro la comunità romena in Italia. E parliamo solo di pochi giorni. Invito tutte le forze politiche e tutti gli operatori dell’informazione ad avere un atteggiamento più responsabile.”

 

22.09.2009 

Guido Melis firma la proposta di legge sulla cittadinanza

  

“La proposta di legge Sarubbi – Granata, firmata da 10 deputati del PD, 10 del PDL, 5 di IdV e 5 dell’UDC, rappresenta un’iniziativa parlamentare di estrema importanza per avviare a soluzione quello che sarà il problema dell’Italia dei prossimi anni: il riconoscimento come cittadini italiani degli immigrati e dei loro figli”, dichiara in una nota il deputato PD, Guido Melis. “Essendomi finora impegnato a favore dell’integrazione delle varie comunità straniere, ho trovato naturale aderire tra i primi alla proposta” – conclude la nota. 

  

17.09.2009 

Guido Melis incontra il premier romeno Emil Boc

Oggi, 17 settembre, il presidente della sezione Italia-Romania dell’Unione Interparlamentare on. Guido Melis ha brevemente incontrato il primo ministro della Romania Emil Boc, in visita alla Camera presso il presidente Fini. Il presidente Boc ha invitato l’on. Melis a Bucarest, nella prossima occasione del summit italo-romeno del 2010. 

PD

 

10.12.2009

Dimenticare Soru?

Dimenticare Renato Soru? La Sardegna progressista (e forse non solo quella) vive da quasi un anno la sindrome dolorosa della perdita del padre. Un padre discusso, forse, e persino qualche volta contestato. Ma al tempo stesso molto amato, e sentito da una parte del popolo del centrosinistra come l’espressione più autentica di un’altra Sardegna, autonomista in modo concreto e incisivo (non sterile e inutilmente rivendicativo), moderna, protagonista in prima persona. Soprattutto a schiena dritta.
L’eredità di Soru, caduto – lo si dice qui per inciso – anche per effetto del fuoco amico al quale è stato a lungo sottoposto nel corso della legislatura dai partiti della sua maggioranza – è di quelle ingombranti.

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20.10.2009 

«Sì a Francesca Barracciu e al modello di sviluppo tracciato da Soru»

 
SASSARI. Due sole liste, «perchè vogliamo che i nostri candidati siano eletti». Un parlamentare, Guido Melis, e il capogruppo del Pd in Regione, Mario Bruno, a guidare una pattuglia formata soprattutto da under 50. Un progetto: riprendere la strada tracciata da Renato Soru.
 

   

21.09.2009 

Franceschini: «Più coraggio in politica»Attacco dell’ex presidente al centrodestra: «Svende l’ambiente e chiude l’industria»

SASSARI. Nonna Angiolina era di Sassari, «ecco perchè ho la testa dura». La confessione di Dario Franceschini manda per la seconda volta in visibilio il popolo del Pd, che poco prima si è spellato le mani di fronte a un Renato Soru inedito: sul palco con un balzo atletico. Il terzo boato arriva quando Franceschini e Soru si abbracciano e il segretario nazionale del Pd dice di essere «molto orgoglioso del sostegno di Renato e della candidatura di Francesca Barracciu». Donna in carne e ossa, «non come quella ragazza ritratta nel manifesto della mozione Bersani-Lai – dice il deputato del Pd Guido Melis -. Noi nelle donne ci crediamo, siamo gli unici a farlo». 

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SARDEGNA

 

14.01.2010

Sardegna, Melis: “La chiusura della Vinyls, risultato mancati impegni Scaiola”

“Nonostante l’accordo del 12 novembre scorso tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Vinyls e l’Eni, gli impianti di Porto Torres continuano ad essere fermi “ – denuncia in una nota il deputato PD Guido Melis – “ed i 137 dipendenti Vinyls sono costretti ad occupare la Torre aragonese di Porto Torres per far valere le proprie legittime ragioni. Sto parlando di operai qualificatissimi, la cui professionalità specifica è indiscussa e che non possono essere impiegati in altri settori di attività. E si tratta di una produzione strategica per l’intero compatto chimico nazionale, ovvero quella dei cloro derivati, un settore nel quale per lungo tempo siamo stati all’avanguardia”.
“Meraviglia la latitanza degli istituti bancari” – prosegue il deputato PD -  “che hanno ritenuto non finanziabile la posizione di un’azienda chiave che si trova solo provvisoriamente in stato di amministrazione straordinaria. È come un cane che si morde la coda: vorrei sapere come si può tornare ad una situazione di ordinarietà senza finanziamenti. Ed è sconcertante che il Governo, dopo infinite dichiarazioni sulla importanza strategica di questa industria, non sia in grado neppure di influenzare l’Eni per quanto riguarda i prezzi della materia prima necessaria alla produzione. Siamo di fronte per l’ennesima volta ai soliti castelli di parole sul rilancio dell’economia nazionale, sulla promozione delle nostre aziende, quando di fatto si sta smantellando pezzo dopo pezzo tutta l’industria chimica. Per non parlare della Sardegna, una regione che, dopo le elezioni regionali, è stata letteralmente abbandonata, nel più totale disinteresse del Governo e della maggioranza.”
“Su questi problemi, insieme ai miei colleghi sardi del PD, ho presentato un’interrogazione al Ministro delle Attività Produttive. Anche di questo discuterò domani mattina, venerdì 15 gennaio, nell’incontro che avrò con i lavoratori della Vinyls. Vista la drammaticità della  situazione, mi auguro che il Ministro risponda alla nostra interrogazione celermente ed in modo più convincente e sincero di quanto fin’ora non abbia fatto, “ – conclude Melis.

14.01.2010

VINYLS: COMMISSIONE INDUSTRIA DA LAVORATORI SU TORRE P.TORRES

(AGI) – Sassari, 14 gen. – Alle 15.30 la commissione Industria del Consiglio regionale andra’ in missione alla torre aragonese di Porto Torres (Sassari), occupata da una settimana a turno dai 140 operai della Vinyls in cassa integrazione a rotazione.
Ai commissari, i manifestanti chiederanno chiarimenti sulla fideiussione garantita dalla Regione, tramite la Sfirs, il 24 dicembre scorso e sostegno alla vertenza presso il governo.
Domani, intanto, saranno alla torre i deputati Guido Melis (Pd) e Mauro Pili (Pdl), gli unici due deputati eletti in Sardegna che avevano risposto nei giorni scorsi alla richiesta di sostegno dei manifestanti. Mentre proseguono le trattative di vendita da parte dei commissari straordinari, che reggono l’azienda in amministrazione straordinaria, i lavoratori non escludono nei prossimi giorni un inasprimento delle iniziative di lotta. (AGI) Cli/Rob/Cog 141339 GEN 10

07.01.2010

Sul futuro della chimica una pericolosa indifferenza

di Guido Melis

Che ne sarà della chimica in Sardegna? Il Natale difficilissimo dei 138 della Vinyls, a Porto Torres, è passato nell’indifferenza più o meno generale. Certo: solidarietà, dichiarazioni ufficiali. Ma intanto, mentre 11 ragazzi stanno per perdere il contratto di apprendistato, è possibile che gli impianti si fermino per sempre. Che gli accordi sottoscritti al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero del lavoro risultino poco meno che carta straccia. Che l’intervento della Regione sarda, sub judice davanti all’Unione europea, non sortisca effetto alcuno. Che una filiera produttiva vitale per l’economia nazionale, quella dei cloroderivati (Assemini-Porto Torres-Marghera-Ravenna), letteralmente sparisca. Che l’economia del Nord Sardegna subisca un colpo mortale.
 C’è in tutto questo qualcosa di sconcertante: che nessuno, nella classe dirigente nazionale o locale, si ponga il problema se un paese come l’Italia possa sopravvivere nel dopo-crisi senza una seria, moderna, competitiva industria chimica di base. Il Tremonti-pensiero dice che la crisi sta passando, che noi ne usciremo senza traumi, che tutto va bene madama la marchesa. Non è così. La crisi, intanto, ben lungi dall’essere passata, produrrà circa 2 milioni di disoccupati. Poi – quand’anche sarà passata – lascerà dietro di sé un paesaggio industriale profondamente trasformato.
 Lo sappiamo o no che nel dopo-crisi le famose tigri asiatiche (parlo della Cina, dell’India, della Corea del Sud) conquisteranno l’arena mondiale sottoponendo i paesi europei ad una spietata concorrenza? Possiamo dimenticarci che su interi settori produttivi dovremo fronteggiare una vera e propria aggressione?
 Gli altri paesi industrializzati lo sanno. Sanno che per resistere bisognerà investire di più in ricerca e puntare su prodotti più sofisticati. Insomma più qualità, visto che sulla quantità sarà difficile competere. Più specializzazione. E più brevetti.
 E’ esattamente il contrario di quello che l’Italia sta facendo. Per qualche decennio ci siamo trastullati nel mito del made in Italy, togliendo soldi alla ricerca di base e chiudendo interi comparti nei quali avevamo il primato: l’elettronica, l’informatica, l’aeronautica civile, la radiofonia. Abbiamo smembrato la grande industria, cioè i cavalli da tiro dello sviluppo, puntando tutte le carte sulla piccola industria. Ma la piccola industria ha senso se lavora spalla a spalla con l’industria di grandi proporzioni. Altrimenti è solo una presenza di nicchia. “La scomparsa dell’Italia industriale”, s’intitolava anni fa un bel libro del sociologo Luciano Gallino. Appunto.
C’è troppa indifferenza, in Sardegna e in Italia, sulla morte annunciata della chimica. Indifferenza e persino qualcosa di peggio, perché passa l’idea che la chimica inquina (e in effetti la chimica sarda dei primi decenni ha molto inquinato, nella colpevole indifferenza dell’autorità politica) e che dunque è incompatibile con l’ambiente.
Così, tra inerzie della politica, distrazioni dell’opinione pubblica, strategie affossatrici dell’Eni e complicità del Governo (dove sono finite le promesse elettorali di Berlusconi?) Porto Torres va a picco.
 Siamo solidali, certo, coi 138 della Vinyls. Ci auguriamo che arrivino gli arabi (come la cavalleria nei film western: e speriamo non sia troppo tardi). Ma cosa ne faremo dell’industria chimica in Italia vogliamo domandarcelo? Tremonti, Scajola, Berlusconi, Cappellacci vogliono dircelo finalmente? Che razza di classe dirigente e di governo è un ceto politico che non si pone una domanda come questa?

La Nuova Sardegna

16.12.2009

I deputati del Pd all Inpredil

SAN SPERATE. Non abbassano la guardia i lavoratori dell’Inpredil. Un nuovo presidio dei dipendenti della fabbrica di laterizi, ai bordi della Carlo Felice, è previsto oggi alle 10.30 davanti ai cancelli della fabbrica. L’annuncio arriva dai deputati sardi del Partito democratico che parteciperanno alla manifestazione: ‹‹Gli operai dello stabilimento, insieme alle organizzazioni sindacali e ai sindaci cominceranno una nuova mobilitazione in difesa dei 70 posti di lavoro››. I parlamentari del centrosinistra, prima firmataria Amalia Schirru, auspicano una soluzione della vertenza: ‹‹L’Inpredil era, fino a qualche settimana fa – recita il documento – l’unica azienda del territorio che sembrava non essere interessata dalla crisi ma l’azienda deciso di chiudere i battenti».  La deputata non esclude che la vicenda possa essere portata anche all’attenzione della Camera: ‹‹Nell’esprimere la solidarietà ai lavoratori c’è da sperare che da parte dell’azienda, nonostante le difficoltà esistenti, come i debiti pregressi, i costi energetici, ci sia un attento ascolto dei lavoratori che chiedono l’approvvigionamento dei forni per mantenere la produzione, nonché il rispetto degli impegni per le commesse››. I parlamentari dei democratici promettono un sostegno ai dipendenti in lotta per la salvaguardia del posto di lavoro: ‹‹In attesa di una verifica della situazione contabile e gestionale dell’azienda, come pure la messa a punto delle misure di sostegno richieste dal gruppo regionale del Pd alla Giunta vogliamo sperare che si continui a fare il possibile per salvare questa realtà produttiva», conclude il documento sottoscritto da Caterina Pes, Giulio Calvisi, Guido Melis, Siro Marroccu e Paolo Fadda. (lp)

La Nuova Sardegna

28.10.2009 

 

Risolta la contesa Enac-Sogeaal Decisivo l’intervento di Melis

 

ALGHERO. Un contenzioso tra l’Enac e la Sogeaal, che con un briciolo di guido_sardegnabuon senso si sarebbe potuto evitare, è stato risolto nel pomeriggio di ieri nell’aula di Montecitorio dove il sottosegretario ai Trasporti, onorevole Mantovani, ha dato risposta a una interrogazione presentata dal parlamentare sassarese, il professor Guido Melis, accogliendola di fatto, nel merito e nel principio. 

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24.07.2009 

Incendi Sardegna: Pd chiede rapido piano di intervento.

  

Presentata interpellanza urgente alla Camera e al Senato, primi firmatari Antonello Soro e Giampiero Scanu.“Il dramma di queste ore, con la Sardegna devastata dal fuoco, intere comunità in ginocchio, cittadini uccisi dalle fiamme, patrimoni distrutti, non può essere ancora una volta fatalisticamente classificato tra i mali endemici della sfortunata storia secolare dell’isola sarda. Pur consapevoli del ripetersi ad ogni estate di questa drammatica emergenza, non si può pensare che sia impossibile trovare i rimedi, attraverso adeguate politiche di prevenzione e tempestive misure che, all’occasione, mobilitino più efficacemente tutti i poteri pubblici, le comunità locali e i cittadini. Chiediamo pertanto al governo di predisporre un rapido piano di intervento.” 

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20.05.2009 

Pd: continuità territoriale in bilico?

Alla Camera sono stati bocciati degli ordini del giorno sulla continuità territoriale presentati sia da deputati sardi del centro sinistra che dai deputati sardi di centro destra. Lo annunciano in una nota Giulio Calvisi, Paolo Fadda, Siro Marrocu, Guido Melis, Federico Palomba, Arturo Parisi, Caterina Pes ed Amalia Schirru. I deputati del pd si chiedono se il Governo si prepari “a togliere anche la continuità territoriale per i sardi: A giudicare dal voto alla Camera di oggi c’è di che essere preoccupati” . 

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Crisi chimica Porto Torres: interrogazione deputati sardi PD.

L’Eni chiarisca perché nega a Sartor i prezzi di mercato che riconosce agli indiani.

Comunicato stampa di Guido Melis e Giulio Calvisi Tutti sanno che la società Vinyls Italia, dopo avere rilevato gli impianti chimici ex-Ineos di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna per mantenervi le produzioni, ha avviato le procedure fallimentari, rinunciando di fatto al proprio impegno in Italia, con grave effetto sulle sorti della produzione chimica nazionale e con drammatiche conseguenze sui livelli occupativi in particolare del Nord Sardegna; 

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